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Grissin Bon, la crisi è molto più che fisica

di Linda Pigozzi
Grissin Bon, la crisi è molto più che fisica

Basket serie A, dopo l’eliminazione ai quarti di Coppa Italia deve partire una profonda ristrutturazione del gioco

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REGGIO EMILIA. L’affanno dovuto a una cattiva condizione fisica, tutti gli acciacchi dell’ultimo periodo, non devono sviare dal problema di fondo che accusa la Grissin Bon, eliminata sabato dalla Final Eight di Coppa Italia da Avellino. Che è prima di tutto un problema di gioco. Al Forum sono mancate le gambe, è vero, ma soprattutto sono mancate testa e logica.

La testa che ti fa restare concentrato, che non ti fa mollare la presa in difesa. La logica che ti fa gestire bene anche i palloni più importanti, trovando l’uomo giusto al momento opportuno.

Per come è costruita, per le caratteristiche dei suoi giocatori, la Grissin Bon deve viaggiare a ritmi piuttosto alti per poter rendere al massimo. Deve correre, trovare veloci soluzioni offensive, non tener palla per 20”. Chi finora questa squadra l’ha interpretata al meglio è stato Andrea De Nicolao. E non può essere un caso se le ultimissime uscite in cui l’affaticato “Denik” non è risultato brillante hanno coinciso con sonore sconfitte. Non sempre ma spesso, il play padovano durante la stagione ha saputo cambiare ritmo al team e innescarlo nel migliore dei modi. Nonostante i tanti acciacchi accusati dall’inizio della stagione e i conseguenti periodi di stop, Stefano Gentile non l’ha saputo mai fare. Ed è oggettivamente difficile pensare che l’esterno casertano, arrivato a Reggio per occupare lo spot di play titolare, possa arrivare a farlo anche trovando una buona condizione fisica. Il massimo, Gentile, l’ha reso non certo nel gestire i giochi, ma nel momento in cui è stato chiamato a coprire il ruolo di guardia, magari proprio a fianco di De Nicolao. Senza dimenticare che, in versione tiratore, il figlio dell’ex Nando ha spinto la Grissin Bon alla conquista della Supercoppa lo scorso mese di settembre.

Serve un play puro per centrare l’obiettivo grosso, l’unico rimasto ancora per la Grissin Bon? Servirebbe, è evidente. Ma testa e logica necessarie per fare compiere il salto di qualità a livello a questo gruppo potrebbero uscire anche dal proprio interno. Cosa possibile solo sfruttando bene i fini passatori del roste (Kaukenas, Veremeenko e, quando tornerà, Lavrinovic), rivedendo inoltre i giochi e cambiando alcuni equilibri.

Mossa preliminare sarà ricucire alcuni strappi e aggreggare tutti attorno al leader Kaukenas, l’unico che al di là delle questioni tecniche da affrontare, può dare la svolta alla situazione.

Altro necessario step è poi la valorizzazione di Golubovic che fin qui ha reso solo al 40% delle proprie possibilità. Il centrone va cercato, va innescato in post, va messo nelle condizioni di poter sfoderare tutto il suo repertorio offensivo e va fatto rendere pure in difesa.

Magra soddisfazione dell’esperienza reggiana in Coppa Italia 2016 resta il record raggiunto dal capitano Rimas Kaukenas diventato il miglior marcatori dei quarti Final Eight con 106 punti in otto gare (sette vinte) superando l’ex biancorosso Drake Diener (101). L’eliminazione della Grissin Bon dal torneo impedisce però al capitano di attaccare il top scorer assoluto delle Final Eight, che rimane David Moss (213 punti in 18 gare), davanti a Kaukenas (199 in 16).

Sceso però troppo presto il sipario sulla manifestazione di Lega, la squadra si ritrova oggi in palestra dopo 24 ore di riposo per iniziare la preparazione alla super-sfida interna con Cremona anticipata alle 12 di domenica. Si riunirà, la Grissin Bon, per preparare il big match al Bigi e, soprattutto, per trovare finalmente se stessa.

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