Una mezza Reggiana getta via la stagione
Sconfitta senza attenuanti col Renate, play off più lontani
La goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il vaso della contestazione dei tifosi granata che non hanno gradito prima la prestazione rinunciataria e priva di verve della loro squadra e, di conseguenza, la sconfitta maturata proprio nel finale con il gol di Valagussa, il primo stagionale del centrocampista ex Monza ed Entella.
SETTIMANA NERA. A Meda vince il Renate, ma soprattutto perde la Reggiana che finisce come peggio non si potrebbe una settimana alquanto complicata iniziata con il virus intestinale che ha messo a letto alcuni suoi elementi, proseguita con le "porte girevoli" a livello di staff dirigenziale e culminata con la contro-prestazione di Meda in cui, alla fine, si ricorda soltanto un tiro in porta nell'arco dei 90 minuti e nemmeno su azione.
Non che il Renate abbia fatto di più: il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto dopo una gara noiosa, bloccata e che apre ufficialmente la crisi e una parziale rottura del rapporto squadra-tifosi.
Inizialmente, in campo ci sono le formazioni preannunciate della vigilia. Doppio 3-5-2 con Colombo che recupera Siega, ma che deve fare a meno dei vari Frascatore, Mignanelli, Ceccarelli e Bartolomei.
PIOVE SUL BAGNATO. E come se non bastassero tutte queste assenze, dopo pochi minuti l'allenatore granata perde anche uno dei tre centrali, Francesco Rampi, per un colpo alla testa che necessiterà di cure e controlli. Il gioco resta fermo almeno tre minuti per prestare i soccorsi al difensore reggiano poi sostituito da Panizzi (al rientro) al 9'.
Non cambia nulla nel 3-5-2 della Reggiana che, assestatasi, si rende pericolosa poco dopo il quarto d'ora con la sgroppata a sinistra di Siega, la frenata, il pallone in mezzo per Bruccini che, all'altezza del dischetto, spara alle stelle un po' tradito dal rimbalzo fasullo. Nota a margine: il fondo del "Città di Meda" è irregolare, improponibile il giro palla, si passa quasi da subito ai lanci lunghi. E se la difesa granata fa buona guardia, davanti succede ben poco. Pochi i palloni commestibili per Letizia e Arma, l'unico sussulto prima del riposo, infatti, scaturisce da una punizione da quasi trenta metri calciata da Mogos centralmente su cui Castelli si frappone come può. Oltre ad un'altra uscita di Castelli che smanaccia fuori dalla sua area un pallone potenzialmente pericoloso. Nient'altro nei primi quarantacinque, ammoniti inclusi.
Nel secondo tempo tocca, o meglio toccherebbe, proprio alla Reggiana alzare il ritmo. Al Renate tutto sommato il punto andrebbe anche bene, non sicuramente agli ospiti che non possono più permettersi frenate in ottica play off.
Maltese ha spazio a sinistra e dopo un paio di tentativi a vuoto pesca il cross buono per Arma anticipato dalla diagonale di Iovine.
MUSICA STONATA. Per sbloccare la fase di stallo cominciano i primi cambi che interessano l'attacco, dentro nel Renate l'ex Florian, subito dopo per la Reggiana Nolè al posto del fumoso Letizia. Ma la musica è sempre la stessa, stonata. Per la Reggiana, ovviamente che nemmeno le punizioni riesce più a sfruttare. Da segnalarne un'altra di Mogos nella seconda parte di tempo; e se in avvio almeno il numero sette aveva almeno centrato la porta, questa volta il suo rasoterra è impreciso e lento. L'ultimo segnale di vita della Reggiana arriva al 34', Teso respinge di testa proprio dalle parti di Arma che però calcia ancora alto.
Di contro Scaccabarozzi calcia male un paio di punizioni, ma al 41' il Renate sferra il colpo del ko. Bella combinazione a sinistra tra Ntow ed Ekuban che dal fondo mette la palla dietro all'altezza del dischetto dove c'è Valagussa che di piatto non sbaglia. Reggiana al tappeto e incapace di reagire. Anzi: rischia di capitolare al 43' quando Ekuban da dentro l'area non centra il bersaglio.
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