Il talentuoso Sadik «Mi ispiro a Spanò ma lui fa anche gol»
Albanese, 18 anni, è difensore centrale della Berretti «La Reggiana è la mia seconda casa, vorrei tanto restare»
REGGIO EMILIA. Nel calcio giovanile è sempre più facile ammirare ragazzi stranieri, a maggior ragione nella nostra provincia che è in assoluto tra le più multietniche. La Reggiana non fa eccezione a questo fenomeno: anzi è lo specchio fedele di questa realtà. Tra le nazionalità più rappresentate c'è quella albanese che ha in Ledion Sadik il suo portabandiera, un'atleta della Berretti in rampa di lancio, sbocciato sul campetto di Mandrio di Correggio.
«Ho indossato la maglia granata quattro anni fa – dice Sadik che è nato a Tirana il 30 giugno 1998 e gioca nel ruolo di difensore centrale. – Vivo a Rio Saliceto con la mia famiglia, mio padre è un artigiano che opera nell'edilizia, mia mamma fa la badante. Ho pure una sorella, Envisa, che ha 24 anni e ogni tanto mi segue sui campi di gioco».
Ledion Sadik non è un giocatore qualsiasi: fa parte del giro delle nazionali giovanili dell' Albania, ha già militato tre volte nell'Under 17 da titolare. L’IDOLO. «Sono un centrale, mi ispiro ad Alessandro Spanò, però a differenza di lui non riesco a fare gol. Il mio punto di forza è la velocità, sono bravo a saltare l'uomo, però devo migliorare ancora tecnicamente e nel gioco aereo».
Il responsabile del settore tecnico della Reggiana, Fausto Vezzani, spende parole di elogio per il ragazzo:«È serio, ordinato e scrupoloso, va pure bene a scuola, non manca mai agli allenamenti. Ricordo che faceva un po' fatica a tenersi concentrato in partita, ora è molto migliorato ed è un titolare inamovibile».
LA CRESCITA. La storia di Ledion Sadik è quella di tanti ragazzi emigrati. « Ho cominciato a calciare un pallone a 11 anni nella Riese, con gli insegnamenti di Vittorio Borghi, alla Correggese e alla Virtus Mandrio mi ha allenato Luca Culzoni, nella Reggiana ho avuto Beretti, Ghirardi, di nuovo Beretti e Salmi quest'anno che ci tengo a ringraziare per la fiducia, l'aiuto costante ed i preziosi consigli».
Come mai la Berretti granata fa così fatica a vincere? «Giochiamo contro formazioni che schierano tre 1996 e tutti gli altri nati nel '97, noi invece scendiamo in campo con due-tre del 1997 e tutti gli altri del 1998; purtroppo la differenza di età si fa molto sentire. Noto però che tutti abbiamo avuto una buona crescita tecnica e agonistica, me l'hanno fatto notare anche quelli della nazionale albanese dell'Under 19 durante uno stage che ho fatto un mese fa a Verona».
LO STUDIO. La scuola è per Ledion Sadik ancora al primo posto nelle priorità. «Frequento il terzo anno all'Einaudi di Correggio, spero di poter proseguire all'università, a meno che il calcio non mi spalanchi traguardi di alto livello. Vorrei fare una esperienza in serie D, misurarmi in quel campionato per capire di più cosa valgo. Ho solo delle belle esperienze della mia appartenenza alla Reggiana, come l'esordio di 4 anni fa contro il Parma o la vittoria del campionato Allievi nazionali dell'ultima stagione, davvero qualcosa di grande».
IL BOOM. Il ragazzo di Rio Saliceto segue con passione anche il calcio albanese. «C'è in atto un vero boom, dovuto a ingenti investimenti finanziari: grande merito va al lavoro del commissario tecnico della nazionale, l'italiano Gianni De Biasi e della partecipazione nell' Europa League della formazione del Fskenderbeu. Il mio idolo è il capitano Lorik Cana. Spero di riuscire a disputare l'imminente fase di qualificazione per l' Europeo Under 19, sarebbe per me il massimo risultato per questa stagione, così come ci terrei alla conferma alla Reggiana, che è diventata la mia seconda casa».
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