Cagnardi: «Pensiamo solo a recuperare tutti i pezzi»
Il vice allenatore della Grissin Bon: «Abbiamo una settimana per prepare al meglio i prossimi match»
REGGIO EMILIA. La Grissin Bon è alla vigilia di un mese di fuoco che la vedrà impegnata contro Cremona, Venezia, Trento, Pistoia e Milano. Ulteriore difficoltà, la condizione precaria del roster che ha, sì, recuperato qualche pezzo alla vigilia della Final Eight, ma è ancora lontano dalla forma ideale. Come i biancorossi faranno fronte a questa situazione lo spiega il vice allenatore Devis Cagnardi: «Il nostro primo obiettivo è recuperare più giocatori possibili, cercando di avere una omogeneità di condizione in squadra. Questo è importante per lavorare al meglio. Gentile, Aradori e Veremeenko sono sotto osservazione e al momento stanno facendo lavoro differenziato, mentre per Lavrinovic ci sarà da aspettare».
Come affronterete il marzo infuocato contro le migliori ?
«Per la prima volta possiamo lavorare tutta la settimana in palestra e questo ci dà fiducia. Avremo il tempo di preparare le gare e sistemare alcuni aspetti del gioco».
Quindi queste sfide non vi intimoriscono?
«Questa è una squadra costruita per andare fino in fondo. Affrontiamo queste partite con determinazione».
Una cosa insolita delle ultime sconfitte è che sono arrivate nonostante l’attacco abbia segnato 80 punti a Pesaro e 87 contro Avellino. Cos’è successo alla difesa?
«Nelle difficoltà bisogna trovare nuove certezze e mettere in campo un extra impegno. Forse ci è mancato questo aspetto. Le assenze posso aver creato un po’ di sfiducia e aver fatto saltare certi automatismi. Senza difendere non si vince, però, c’è poco da fare. Spero che si sia trattato di un fenomeno passeggero dovuto anche alla poca freschezza».
Un aspetto sottolineato da coach Menetti è che la squadra deve imparare a giocare e difendere in due modi diversi a seconda che in campo ci siano Golubovic o Veremeenko o Lavrinovic. Può spiegare meglio le differenze tattiche tra queste situazioni?
«Se cambiano delle pedine nell’organico, bisogna adeguarsi cercando nuove soluzioni: fino ad ora abbiamo dovuto crearle durante le partite a causa del calendario fitto di impegni, mentre adesso potremo lavorarci meglio in palestra. Nel caso specifico, Veremeenko è un centro molto dinamico, che può sfruttare la sua velocità ed è bravo a rollare in area. Golubovic è un giocatore di ingombro che va servito in situazioni più statiche. In difesa i due hanno un’aggressività diversa: Veremeenko può uscire ed aiutare le guardie, mentre con Golubovic è più la squadra che deve aiutare lui in certe situazioni».
Si è visto anche Della Valle come play. Come mai questa scelta?
«In mancanza di Gentile dovevamo trovare un giocatore che desse una mano a De Nicolao, visto che gli avversari mettevano molta pressione su di lui per stancarlo. La scelta è ricaduta su Amedeo che per caratteristiche fisiche e tecniche era la persona più adatta».
Solo una situazione temporanea o potreste usare Gentile come guardia?
«Gentile a noi piace come playmaker. È un giocatore diverso da De Nicolao ma in certe situazioni di attacco è più adatto».
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