Davide Grassi, il reggiano che gira il mondo dietro al pallone
Ora è nel Borneo dopo 10 stagioni passate in Europa, dalla Scozia a Cipro: «Questo è un paradiso»
REGGIO EMILIA. Per cercare fortuna ha lasciato l’Italia a 20 anni e in dieci stagioni ha giocato in mezza Europa, a tutte le latitudini, dalla Scozia a Cipro. Ora il reggiano Davide Grassi, vero giramondo del pallone, è finito nell’isola del Borneo, stato della Malesia, un luogo che evoca scenari esotici e paesaggi naturali mozzafiato. Per il difensore, 30 anni compiuti a gennaio, non è stata una scelta anomala ma il proseguimento di una carriera fatta di continui trasferimenti. «Qui i posti sono spettacolari, un paradiso terrestre - ci scrive entusiasta dall’altra parte del mondo -. Il calcio in Malesia è di un buon livello, non come quello europeo ma sta crescendo di anno in anno. Gli stadi sono sempre pieni con un minimo di 15.000 a un massimo di 60.000-70.000 persone».
Quella di Davide è una storia di passione ma anche di sacrificio, che lo accomuna a tanti italiani che emigrano per lavoro. Verrebbe da pensare che per un calciatore è più facile, ma bisogna ricordare che il reggiano non ha calcato solo campi di un certo prestigio, come quelli dell’Aberdeen o del Dundee in Scozia, ma ha inseguito i contratti anche in quelli più periferici, nelle categorie minori, come la seconda divisone cipriota.
Davide è di Gattatico e i genitori gestiscono una ditta a Sorbolo a Levante di Brescello. La fidanzata è di Monticelli. «I primi calci al pallone - racconta - li ho dati nel Milan Club Sorbolo prima di passare alle giovanili del Parma». Oltre Enza ha giocato 11 stagioni fino a quando un infortunio non gli ha precluso il debutto in prima squadra, «sono rimasto disgustato da quello che mi è successo dopo l’infortunio al ginocchio», disse alla Gazzetta di Reggio nel 2009 quando era approdato in Scozia all’Aberdeen. Dopo due stagioni in Eccellenza, al Cattolica, dal 2004 al 2006, Grassi capì che per ottenere maggiori soddisfazioni doveva cambiare aria e fare le valigie e così nel 2006 andò in Slovenia al Bonifika Izola. La girandola di trasferimenti era solo all’inizio. «Da lì mi sono trasferito in Spagna, al Merida, per un anno e mezzo. L’equivalente della C1 italiana, abbastanza tecnica, come tutto il calcio spagnolo. Poi sei mesi nel Sant’Andreu, la squadra di Gaspar, ex presidente del Barcellona. Ero in scadenza di contratto e per fortuna ho avuto quest’opportunità dalla Scozia». Dopo un anno all’Aberdeen il reggiano intravide l’opportunità di essere profeta in patria con la chiamata del Sorrento. Pochi mesi nella squadra campana, in Lega Pro, ma nel mercato invernale passò alla Triestina, dove un infortunio gli impedì d’esordire. E così Davide si risolse a partire ancora, approdando in Belgio all’Fc Brussel nel 2011, l’anno dopo ancora in Scozia al Dundee Fc, nella stagione 2013-2014 all’Aris Limassol nella seconda divisione di Cipro, e poi ancora all’Osnabrück, nella terza divisione tedesca.
Nel 2015 Grassi ha iniziato il campionato al Rapid Bucarest in Romania, dove non è mai sceso in campo, fino a quando a dicembre il colpo di scena. Il cambio di continente con la chiamata del Sarawak, squadra del Borneo. Una meta toccata prima di Davide da soli altri due “esploratori” italiani, i calciatori Simone Del Nero e Simone Quintieri, come ricordato da un articolo che il Corriere della Sera ha dedicato a Grassi. «Ho sempre voluto fare un’esperienza di questo genere e sinceramente la lontananza non mi ha mai spaventato - dice il reggiano -. Il primo impatto è stato diversissimo da tutti gli altri posti in cui sono stato, tutta un’altra cultura e altra mentalità. Sin dal primo momento mi hanno accolto come uno di loro, persone apertissime e subito pronte ad aiutarti. Il primo periodo forse è stato il più duro perché Vigilia, Natale, capodanno e il mio compleanno da solo non è stato facile ma ripeto, per l’amore che metto in quello che faccio si può fare anche questo». Una passione, c’è da scommetterci, che lo porterà prima o poi a mettere una bandierina su qualche altro Stato e continente del mondo.
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