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Mecca a sedici anni è già entrato nel giro della prima squadra

di Primo Bertani
Mecca a sedici anni è già entrato nel giro della prima squadra

La Reggiana si coccola il più giovane degli ex bustocchi «Colombo è molto disponibile, mi aiuta a crescere»

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REGGIO EMILIA. È il più giovane dei giocatori arrivati due anni fa dalla Pro Patria e potrebbe diventare tra qualche tempo una miniera d'oro per la Reggiana.

Brayan Mecca è qualcosa di più di una promessa; il golden boy milita negli allievi nazionali ed anche se ha solo 16 anni, da metà gennaio si allena spesso con la prima squadra, Alberto Colombo lo ha già portato in panchina nelle partite di Lega Pro contro Lumezzane, Pro Piacenza e sabato scorso a Meda con il Renate.

Ha molti riflettori puntati questo lombardo acqua e sapone, sveglio e simpatico: soprattutto lo si nota per la forte personalità che non è facile riscontrare in giovani di questa età e per l'energia positiva.

«Credo di aver fatto tesoro della mia lontananza da casa», dice convinto. «Sono cresciuto, ho imparato a gestirmi da solo, a organizzare i tempi. Frequento il terzo anno dell'Itis Nobili, anche qui ho buone soddisfazioni, sto molto attento in classe, cerco di ottimizzare in un paio di ore lo studio ed i compiti».

Sul suo conto fioccano giudizi positivi. «Gioca da centrocampista offensivo – dice il responsabile tecnico del settore giovanile Fausto Vezzani. – Per rendere meglio l'idea è la classica mezzala sinistra col fiuto del gol, un bel prospetto, uno da tenere a tutti i costi».

Brayan Mecca guarda al futuro sognando ad occhi aperti. «Mi piacerebbe fare carriera nel calcio – confida – spero di arrivare più in alto possibile. Sono un destro a cui piace giocare sulla fascia sinistra, è la zona che mi permette di amplificare le mie qualità migliori, cioè saltare l'uomo e presentarmi per le conclusioni. Devo però migliorare nella fase difensiva, non copro ancora molto bene gli spazi».

Il suo allenatore è da due anni Giorgio Gherardi. «Lo scorso campionato con gli Allievi regionali siamo arrivati secondi dietro il Novara, ho segnato parecchio, dodici reti. In questo torneo degli Allievi nazionali, la squadra non sta mantenendo le attese di inizio stagione, ho realizzato finora solo un gol, siamo in corsa per i play off, vorremmo centrare almeno questo traguardo. L'Inter e l'Albinoleffe vanno troppo veloci».

Come sono i rapporti con mister Colombo? «Cerca sempre di aiutare i più giovani, è molto disponibile, non si risparmia in ogni tipo di consiglio. Mi trovo bene con lui ed altrettanto con Gherardi».

Come per tutti i giovani l'inserimento in una nuova realtà è avvenuto abbastanza velocemente, senza grossi problemi.

«Di Reggio ammiro molto le piazze del centro, sono bellissime; un altro punto fisso è la galleria dei Petali. Mi piacerebbe scoprire qualche altra realtà del territorio, ma riesco a muovermi solo a piedi e in bici. A scuola ho toccato con mano come tanti miei coetanei tifino granata, vedo un entusiasmo che non ho trovato da altre parti».

Quando gli parliamo della cucina reggiana e dei suoi gusti, il "talentino" si mette a ridere. «Vorrei mangiare quintali di gnocco, ma non posso, sono celiaco. In classe, durante l'intervallo, c'è la gara fra i ragazzi a chi ne mangia di più, io li invidio un sacco, penso alle mie sfortune alimentari, mi consolo con il Parmigiano Reggiano, quello non manca mai alla mia tavola».

Nei giorni scorsi c'è stato l'addio del direttore Ferrara e del suo staff, quelli che hanno portato ache Mecca a Reggio.«Sono spiaciuto, con loro mi sono sempre trovato bene, bravissime persone, sempre disponibili. A pranzo e cena condividevo la compagnia Zullo e Armonia. Per noi che siamo lontani dai nostri cari, avere qualche riferimento è importante e loro lo erano».

Come è la vita d'albergo? « I camerieri e il personale dell'hotel Airone sono in pratica la nostra famiglia allargata. Tra la scuola al mattino, gli allenamenti quotidiani, i compiti, di tempo libero ne resta poco. Mi sono fatto tanti amici in città e nello stesso istituto scolastico che frequento; come ho detto, qui c'è una passione per il calcio che è contaminante. Voglio spendere una parola anche per lo stadio di Reggio, è stupendo».

Lo scorso 4 novembre Mecca è andato in Nazionale Under 17 per uno stage a Cremona. «Spero di migliorare per meritarmi ancora la maglia azzurra. Dopo tanti sacrifici ho voglia di sfondare».

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