Benuzzi: «Gara vietata ai deboli di cuore»
«Non so in che posizione sia il Romagna Centro, ma se dobbiamo migliorare dobbiamo prendere questa vittoria e pensare a un’altra romagnola. E' destino che il nostro campionato passi dal Passator...
«Non so in che posizione sia il Romagna Centro, ma se dobbiamo migliorare dobbiamo prendere questa vittoria e pensare a un’altra romagnola. E' destino che il nostro campionato passi dal Passator Cortese». Punta alla leggenda romagnola mister Eugenio Benuzzi (nella foto), nel dopo partita con la Ribelle.
Il tecnico della Correggese è ovviamente molto contento della vittoria e non perde occasione per evidenziare la soddisfazione di allenare un gruppo di giocatori che, a nostro avviso, sono diventati una vera squadra solo dopo il suo avvento. «È stata una partita vietata ai deboli di cuore - commenta a caldo l'allenatore -. La Correggese l'ho vista diverse volte in questi anni. Il sentimento dell'invidia non è mai stato mio, ma adesso ho la possibilità di allenarla e, come un labrador, azzanno l'osso senza più lasciarlo. Come ho cambiato questa squadra? Sono arrivato qui pensando che questi ragazzi fossero i migliori del girone. Li ho allenati come fossero i più bravi. Potevo lavorare mantenendo certi equilibri, invece ho lanciato un segnale ai ragazzi sin dalla prima partita».
Contento sì, ma a non troppo. «Vi confesso che sono molto soddisfatto, ma anche molto critico, perché potrebbe essere una vittoria di Pirro. Abbiamo perso Varini per una espulsione assurda, Pipoli per un problema muscolare, Bacher e Guerra per squalifica Già da stasera dovrò pensare a domenica prossima».
Il mister è un fiume in piena e indica la strada ai suoi ragazzi: «Oggi iniziamo il sogno, domenica prossima dovremo continuare a sognare - prosegue -. Fino adesso abbiamo messo a posto l'aspetto della categoria, ora noi non vogliamo svegliarci, divertendoci e facendo divertire. Vedere il presidente Lazzaretti così sereno e rilassato è una grande soddisfazione. Aspetti tecnici a parte, credo ci sia un bel feeling tra me e i giocatori - conclude Benuzzi - e il segreto credo stia tutto nel fatto che io dico loro tutto con grande sincerità. Chiudo ringraziando la squadra silenziosa che ho alle spalle (lo staff tecnico e medico, ndc): se faccio bene è anche grazie a loro». (r.t.)
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