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«Regia avanti così Ora serve un filotto»

di Luigi Cocconcelli
«Regia avanti così Ora serve un filotto»

Il ds Varini ha assistito alla vittoria contro il Feralpisalò

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REGGIO EMILIA. La Reggiana tiene aperta la porta con vista sui play-off. Vincere con il Feralpi era l'unico risultato a disposizione per non archiviare, in pratica, con largo anticipo il campionato. Ma centrare l'obiettivo non sarà facile. Per Massimo Varini, diesse della Pro Vercelli e presente sabato al Città del Tricolore, un poco perché reggiano e tifoso della Reggiana ed un poco per osservare alcuni giocatori del Salò, a questo punto della stagione la strada è una sola. «Fare un filotto di 4-5 partite utili consecutive, vincendone il più possibile, e far propri un paio di scontri diretti».

Un giudizio sulla partita di sabato?

«Match strano, in cui è difficile separare meriti e demeriti, chiuso in pratica dopo una ventina di minuti. La Reggiana è stata brava ad aggredire subito la partita, si è capito che voleva rifarsi dopo un paio di prestazioni e risultati negativi, ha avuto l’atteggiamento giusto, a differenza del Feralpi che mi è parso distratto, disattento, non so se perché soffra i granata, psicologicamente ha risentito della gara d’andata o perché ha commesso l'errore, tra virgolette, di sottovalutare l'avversario».

La Reggiana che impressione le ha fatto?

«Quella di sempre, è una squadra che ha una sua idea di gioco e cerca sempre di svilupparla, e questo è un bene. Poi le faccende ti possono o meno riuscire, puoi avere dei giocatori in condizioni non ottimali, ma si capisce che una sua precisa fisionomia, gioca un buon calcio, per organico non mi pare che debba invidiare nulla a squadre che in classifica la precedono».

Chi vede come favorita per la promozione?

«A questo punto della stagione i valori sono quelli, quindi dico Cittadella perché per la categoria ha un organico di valore, anche numericamente. Ammetto che consideravo la più forte l’Alessandria, ma l’ho vista anche con il Lumezzane, è in palese difficoltà e non credo si possa addebitare alla coppa Italia, quella ti porta via una settimana di energie e non possono essere così sciocchi da considerarsi dei fenomeni solo per aver eliminato avversarie di categoria superiore, hanno quasi tutto giocato sempre in C».

Non è da tutti i giorni vedere segnare una doppietta da un difensore, oltretutto su azioni da fermo e da uno dei più piccoli in campo…

«Spanò è uno che quando salta ha i tempi giusti, sente la porta, se Colombo lo porta avanti sui calci d'angolo e le punizioni ha il suo bravo motivo».

Deluso del poco spazio che Danza, un "suo"giocatore, ha trovato?

«Non ne conosco le motivazioni e mi guardo bene dall’andarle a chiedere, in estate la Reggiana lo ha cercato insistentemente, so che ha buone qualità ma anche difetti, mi auguro che si tratti solo di scelte tecniche, quelle le rispetto, e non anche comportamentali, in questo caso sarei veramente deluso».

Varini a La Spezia ha lavorato con Rocco Russo, si parla di lui come nuovo dg granata, ma non è fuori da troppo tempo…

«Russo è una persona seria, intelligente, ha mantenuto contatti, ha visto un sacco di partite, il problema non sarebbe questo quanto il fatto che il diesse in una società come la Reggiana deve farlo full-time e non conosco le sue intenzioni, se voglia lasciare l'attività professionale, messuno mi ha detto niente, mi auguro solo che la dirigenza operi una scelta futuribile. Da lontano e da tifoso posso dire di essere contento di vedere una società strutturata , seria con idee chiare ed in mano ai reggiani».

Si parla anche di Zamuner…

«Giorgio è un amico, ma fa l’agente, mica il direttore sportivo».

Ipotizzare un ritorno di Varini è da fantacalcio?

«Nel calcio mai dire mai, ma io sto bene alla Pro Vercelli, ho un altro anno di contratto, nessuno mi ha chiamato. Sono un professionista ed in quanto tale abituato a valutare tutte le proposte, io a Reggio sono stato benissimo, sono orgoglioso della prima volta, i sei mesi della seconda esperienza non li considero perché si era anni luce distanti da quelle che sono le mie idee organizzative, per vincere ci vuole una società forte, non solo a livello economico, ma anche di coesione e di comunione di intenti. Sono amico di tutti a Reggio, però una cosa la debbo dire: male, dal punto di vista emotivo, di tensione, come quando ero lì durante le partite non lo sono mai stato e non ci tengo a rivivere quelle situazioni».

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