Fede in cucina a preparare il pranzo per i senzatetto
Mussini, l’asso reggiano in forza alla St.John’s University studia e si allena ma nel suo programma formativo c’è anche l’assistenza ai bisognosi di New York
REGGIO EMILIA. La stagione del College basketball americano si avvia verso la sua fase decisiva. Federico Mussini e la sua St. John’s sono nel vivo delle partite della Big East Conference e sognano una difficile, ma ancora possibile, qualificazione alla post season.
Come sta proseguendo la sua esperienza negli Stati Uniti?
«Ora stiamo giocando le partite di Big East che preparano alla fase finale della stagione. Per noi sarà molto difficile approdare alla famosa “March Madness” della Ncaa, ma faremo del nostro meglio per giocarci ogni piccola possibilità. Sapevo che il primo anno sarebbe stato molto difficile per un team estremamente giovane e inesperto come noi, ma non pensavo saremmo andati così male. Nelle partite di Big East il livello si è alzato molto dal punto di vista del fisico e del talento degli avversari. Le squadre si conoscono e riescono a preparare molto bene le partite studiando gli avversari. Questa è una difficoltà, ma allo stesso tempo una grande motivazione per affrontare ad alti livelli giocatori di valore».
Come sta lavorando dal punto di vista tecnico e atletico per impattare al meglio questo tipo di basket?
«Sotto l’aspetto atletico sto facendo un lavoro di mantenimento rispetto a quanto fatto in estate, perché giocando molte partite ravvicinate si prediligono altri tipi di allenamento. Sto cercando di adeguarmi al livello di queste partite e non è facile. I difensori ti conoscono bene e spesso riescono a metterti in difficoltà. Mi alleno per velocizzare la mia tecnica di tiro e sto provando a trovare soluzioni da più lontano. A fine stagione riprenderò il lavoro per il miglioramento personale e poi mi concentrerò sugli Europei under 20 con l’Italia».
Questa fase della stagione la sta portando anche a giocare nelle più grandi arene delle formazioni Nba. Che emozione è?
«Noi giocheremo tutte le partite casalinghe della Big East al Madison Square Garden e calcare quel parquet è una grande emozione ogni volta. In trasferta abbiamo giocato nei palazzetti Nba dei Milwaukee Bucks, Washington Wizards, Philadelphia 76ers e nella vecchia arena dei New Jersey Nets. Anche gli altri impianti, però, non sono da meno. Le squadre che non ne utilizzano uno di qualche franchigie Nba possono comunque radunare un numero di tifosi impressionante. Basta pensare a Providence University che riesce a fare sempre tutto esaurito in un’arena da 12.000 posti. La passione che si sente qui è immensa».
Che rapporto ha creato con il resto della squadra?
«Il mio feeling con la squadra continua a essere meraviglioso. Siamo tutti giovani e ci troviamo a vivere la stessa esperienza con il medesimo entusiasmo. I ragazzi sono molto simpatici e ho avuto modo di rafforzare la grande amicizia che ho da tempo con Amar Alibegovic. Con lui posso parlare in italiano ed è un grande punto d’appoggio per confrontarmi e sfogarmi liberamente».
È un po’ di tempo, ormai, che è lontano dal suo paese. Cosa le manca?
«Potrà sembrare scontato, ma… famiglia, amici ed erbazzone. Senza dubbio».
Ha detto che segue la Grissin Bon anche dall’altra parte dell’Oceano. Cosa pensa di questo momento di difficoltà?
«L’unica cosa che so è che sicuramente passerà. L’eliminazione dal primo turno di Coppa Italia e l’infortunio di Lavrinovic sono due pessime notizie, ma la squadra si rialzerà sicuramente. Sono competitivi e con un capitano come Kaukenas ritroveranno presto il loro carattere e di conseguenza i risultati».
Fuori dal campo come prosegue la sua esperienza?
«L’attività scolastica procede bene e non sto incontrando molte difficoltà. Per l’Ncaa e per la scuola si devono fare altre attività oltre alla pallacanestro e questo mi ha portato a vivere esperienze importanti dal punto di vista della crescita personale. La settimana scorsa, io e Yankuba Sima abbiamo aiutato a preparare dei pasti per una mensa che serve chi non ha nè case nè lavoro. Qualche mese fa, con tutta la squadra siamo andati per le strade della città a prestare aiuto ai senzatetto. Sono esperienze che fanno riflettere su quanto siamo fortunati e quanto vada apprezzato ciò che stiamo vivendo».
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