Della Valle e Polonara, gli “immortali”
Non hanno mai saltato una gara e non hanno avuto cali. Altra colonna è Kaukenas, con lui in campo Reggio cambia faccia
REGGIO EMILIA. Chi cresce in numeri e responsabilità, chi si conferma stabile ma incide poco. E chi, anche se lievemente, cala impiego e rendimento.
La Grissin Bon ha cambiato profondamente pelle in questa annata rispetto alla formazione che ha sfiorato lo scudetto, mantenendo però una discreta parte della rosa.
I confermati dal 2014/15 sono 5 – Kaukenas, Lavrinovic, Polonara, Della Valle e Silins – e a due terzi di stagione regolare è possibile confrontare i dati del 2014/15 con quelli del campionato in corso.
Due percorsi simili. Polonara e Della Valle, oggi come ieri, sono gli “immortali”: non hanno mai saltato una gara. Mentre i due venerabili maestri lituani Kaukenas e Lavrinovic hanno sempre dovuto combattere con parecchi problemi fisici.
Il caso Polonara. In questa stagione la Grissin Bon ha disputato 21 gare in serie A. Nel 2014/15, allo stesso momento, Polonara era il giocatore biancorosso più utilizzato, 31 minuti con 12 punti e 6.4 rimbalzi per match. In questo 2015/16, l’ala di Ancona rimane uno dei migliori calando però nell’impiego, 26.8 minuti, nei punti (10.5) e nei rimbalzi (4.4). Cifre figlie del periodo di appannamento vissuto nei mesi scorsi, ma, ancora più del diverso assetto, con molti più lunghi disponibili: l’anno passato Polonara è stato uno dei pochi giocatori a non avere problemi ed è stato spesso spremuto.
Faccia cattiva Della Valle. Un giocatore in crescita è sicuramente Della Valle, reduce da un ottimo esordio in serie A. La guardia di Alba viaggia a 26.2 minuti (terzo più utilizzato dopo Aradori e Polonara) con 11.4 punti e 2.2 punti, e qualche sofferenza al tiro da 2 punti col 30% scarso.
Va fatto notare, però, che l’esterno tira più da 3 che da 2, e dall’arco c’è un più rassicurante 37.5%. Nel 2014/15, Della Valle era a 24.1 minuti con 10.5 punti e 1.7 assist. Le cifre sono migliori ma non c’è un enorme balzo in avanti, quello che è cambiato è il ruolo, sempre più importante. L’anno passato il giocatore era per certi versi una sorpresa, quest’anno una bella conferma.
L’enigma Silins. Rimane più o meno stabile Silins, sempre difficile da decifrare. Quando è in giornata è in grado di girare ogni partita, però alterna spesso prestazioni super ad altre anonime. Anche i numeri lo confermano: nel 2014/15 erano 21.9 minuti, 6.8 punti e 1.7 rimbalzi; nel 2015/16 siamo a 22.2 minuti, 6.5 punti e 1.7 rimbalzi. Tutto molto nella media, quando il potenziale del lettone è ben superiore, pure se qui va aggiunto al conto il buon rendimento sempre garantito in difesa.
“Big” Darjus. Difficile invece comparare il rendimento di Darjus Lavrinovic. A questo punto della stagione, 12 mesi fa, il lungo lituano aveva appena messo piede in campo dopo la rimozione dell’ernia, e in due match era a 5.5 punti e 2.5 rimbalzi in 14.5 minuti. Quest’anno in campo c’è stato di più e si è visto: in 16.6 minuti garantisce 10.7 punti, 4.4. rimbalzi e 1.7 assist, numeri che sui 40 minuti diventerebbero mostruosi, da doppia doppia di media.
Capitan Rimantas. Per restare in tema di fenomeni lituani, la carrellata si chiude con Rimantas Kaukenas, che ha sempre offerto un eccellente rendimento ma ha sempre dovuto saltare parecchie gare. Nel 2014/15 ha giocato 13 gare su 21 con 11.5 punti e 2.5 rimbalzi in 24.2 minuti; nel 2016 solo 9 su 21, con 23 minuti, 11.4 punti e 2.1 rimbalzi. Buone cifre, a cui aggiungere l’enorme impatto emotivo e di letture e grinta, come ricordato contro Cremona. Quando il capitano c’è, Reggio è proprio un’altra storia.
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