Reggiana acciaccata ma Colombo confida sulla personalità
Lega Pro: il trainer chiede ai granata quel carattere che ha permesso di surclassare il FeralpiSalò
REGGIO EMILIA. Il programma odierno della Reggiana prevede la rifinitura mattutina in via Agosti poi, nel primo pomeriggio, la squadra partirà per la Lombardia dove domani, con fischio d’inizio alle 15 allo stadio Zini, farà visita alla Cremonese nella sfida dell’ottava giornata di ritorno del campionato di Lega Pro, girone A.
Stessa malasorte per queste due compagini dalla tifoseria gemellata: per una squadra grigiorossa in forte emergenza difensiva (mancheranno Bianco e Briganti per infortunio e Marconi per squalifica) e con altri pezzi da novanta in condizioni non ottimali come l’attaccante Sansovini (che a gennaio è stato molto vicino ad accasarsi a Reggio), infatti, c’è una formazione granata che si presenterà all’appuntamento con assenze persino più pesanti, seppur suddivise equamente nei vari reparti. Già da tempo si sapeva del forfait dei difensori De Biasi e Frascatore e dei centrocampisti Mignanelli e Bartolomei, tutti per infortuni, ma nelle ultime ore vanno loro aggiunti anche gli attaccanti Loi, per un problema al collaterale che verrà valutato la prossima settimana, e Nolè, che non ha ancora smaltito l’attacco influenzale.
Ma i problemi per Alberto Colombo non finiscono qui poiché è molto lunga anche la lista degli acciaccati che potrebbero non garantire il 100% in campo, in quanto provenienti da una settimana di lavori in palestra o differenziati: si tratta dei vari Siega, Mogos, Rampi (tornati solo ieri parzialmente in gruppo) oltre a Pazienza, Parola, Spanò e Panizzi che hanno terminato la seduta prima dei compagni.
Per quanto riguarda l’aspetto tattico, l’idea del tecnico è di mantenere invariato il modulo di gioco, il 3-5-2, utilizzando gli stessi uomini vittoriosi sabato nel match casalingo con la FeralpiSalò, sperando che non peggiorino ulteriormente le condizioni di quelli sopracitati.
Questo sovraffollamento dell’infermeria, tuttavia, ha spinto il trainer a far allenare la prima squadra insieme alla rappresentativa Berretti, mescolando gli atleti, perché è ovvio che stavolta sarà costretto a portarsi in panchina molti di loro e la possibilità che si verifichino altri esordi, dopo quelli di Silenzi e di Mecca, esiste. Doveroso, dunque, farli sentire già parte integrata della rosa, palleggiando coi vari Bruccini, Maltese ed Arma.
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