La Reggiana affonda nel fango di Cremona
I padroni di casa sfruttano le poche occasioni, i granata no
Era una partita da giocare con il coltello tra i denti. Di sciabolo e non di fioretto. Nel pantano dello Zini sono emersi i limiti della Reggiana, sia fisici che di gioco. In un campo ai limiti della praticabilità gli 11 di Colombo, ieri in maglia verde, hanno provato a fare il loro gioco e poi quando hanno capito che non era possibile hanno provato ad adattarsi con i lanci lunghi, ma sono stati frenati dal fatto che sono una compagine leggera. Non a caso uno dei migliori è stato Mogos, che ha fatto valere il fisico ed è riuscito a prendere più palloni dei compagni di squadra. Il rumeno è stato anche protagonista di un incidente che per un attimo ha fatto temere il peggio: il numero 7 è finito fuori dal campo ed è precipitato giù dalle scale che portano agli spogliatoi, per fortuna senza subire conseguenze.
La Cremonese vincendo 2-1 ha agguantato la Reggiana e nella città del Torrazzo sognano ancora i playoff. Per la proprietà transitiva anche i granata possono dunque continuare a sognare, ma l’impressione è che ormai sia difficile anche sperarci.
La partita di ieri certifica i cronici problemi in attacco. Arma si è dato un gran daffare, è stato uno dei più attivi e ha toccato molti palloni. Ma di fronte al portiere non è più letale da un pezzo. L’attaccante poteva raddrizzare subito il match ma al 4’ a tu per tu con il portiere avversario, ben imbeccato da Letizia, ha sparato il cuio sul fondo della rete. Nel secondo tempo il marocchino ha avuto ancora la palla per pareggiare ma ha tirato di testa sopra la traversa. Non gli vale la sufficienza aver accorciato le distanze su rigore al 38’ della ripresa, fissando il risultato finale sul 2-1.
Al fianco del numero 9 non ha brillato nemmeno Letizia. Il fantasista ce l’ha messa tutta, ma le condizioni del campo hanno contribuito ad annullarlo. Non si poteva giocare palla a terra ed era impossibile provare a scattare palla al piede e così le migliori qualità di Tony non si sono viste. In compenso c’era da combattere sulle palle alte e qui il giocatore campano è evidentemente penalizzato.
Mister Colombo ha dovuto fare i conti con una panchina cortissima a causa dei tanti infortuni.
A parziale discolpa della Reggiana c’è il fatto che il match si è messo subito male. Nemmeno tre minuti di gioco e Maiorino ha insaccato con una potente e precisa punizione, sulla quale la barriera granata non è apparsa impeccabile. I granata in svantaggio non sono più riusciti a cambiare l’inerzia della partita. Su un campo pesante e una pioggia battente per tutti i primi 45’ c’era da aspettarsi tiri da fuori, nella speranza di qualche rimbalzo anomalo, invece il portiere avversario non è quasi mai stato chiamato in causa. I padroni di casa si sono invece dimostrati più bravi a verticalizzare ed arrivare in area con pochi passaggi.
Nella ripresa gli uomini di Colombo hanno avuto due occasioni con Arma ma poi non sono praticamente più andati al tiro fino al raddoppio della Cremonese, arrivato al 34’ con un tiro di Pacilli da dentro l’area.
Allo Zini il mister granata ha deciso di concedere più spazio a Danza, entrato per Pazienza al 17’ del secondo tempo. Il talento mantovano ha confermato di saperci fare con i piedi e nel finale è andato al tiro da fuori dopo aver mandato fuori giri il suo marcatore con un delizioso sombrero. In occasione del raddoppio della Cremonese il centrocampista ha però perso Pacilli che poi ha raddoppiato. L’impressione comunque è che questa Reggiana abbia bisogno del talento di Dejan.
Anche nella trasferta di Cremona i tifosi granata si sono distinti per grande attaccamento. In curva allo Zini erano circa 200 nonostante la pioggia. A fine gara i supporter hanno mostrato un po’ di impazienza verso i giocatori che sono andati a salutarli.
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