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«Adesso sono le avversarie che ci devono temere»

di Francesca Manini
«Adesso sono le avversarie che ci devono temere»

Serie A2: Azzio Santini, ds del Conad, festeggia il 3-0 rifilato alla capolista Vibo «Abbiamo la consapevolezza della nostra forza ma teniamo i piedi per terra»

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REGGIO EMILIA. «Abbiamo temuto gli altri per tutto il girone di andata, adesso che si preoccupino un po' gli altri per noi».

All’indomani del 3-0 rifilato alla capolista Vibo Valentia, l’umore di Azzio Santini, responsabile per il Volley Tricolore della Conad delle meraviglie, è altissimo e non potrebbe essere altrimenti. Con undici vittorie in dodici gare e la certezza di aver costruito un gruppo capace di piegare anche la regina dell’A2 Vibo, ora alla certezza di essersi guadagnati i play off si aggiunge quella di poterli vivere da protagonisti.

All’appello per la regular season mancano quattro gare soltanto e in particolare le prossime due sono essenziali per definire il piazzamento finale: mercoledì alle 20.30 c’è la trasferta infrasettimanale contro Sora, seconda in classifica, mentre domenica 13 marzo alle 18 al Bigi arriva Civita Castellana, al momento lottatrice al pari della Conad.

Tutte sfide al vertice.

«Sì e speriamo di non soffrire l'altitudine: ora che abbiamo la consapevolezza che la squadra c'è, dobbiamo rimanere con i piedi per terra e non concederci distrazioni. Che ci attendano due gare così importanti è un bene, la soglia d'attenzione rimane alta così come l’entusiasmo».

Il segreto del cambio di passo da gennaio in poi qual è?

«Aver continuato a credere nel progetto iniziale scegliendo di non scegliere. Ho sempre detto che se avessi dovuto mandare via Cantagalli, mi sarei prima dovuto ritirare io perché la squadra l'avevamo fatta insieme e il tempo ci ha dato ragione. Abbiamo messo la squadra nelle condizioni ottimali per lavorare e ora giocare con la testa sgombra da pensieri fa la differenza».

Mai così in alto.

«Già, gli scorsi anni siamo sempre arrivati ai play off dal basso mentre ora ce li possiamo giocare davvero. Siamo davvero curiosi di come andrà a finire ma intanto ci godiamo il momento e continuiamo a lavorare: c'è la giusta alchimia in società come tra i ragazzi».

Con una panchina che panchina non è.

«Contro Vibo anche questo ha fatto la differenza, perchè Michalovic, che pure ha fatto i suoi punti, non è stato devastante come in altre occasioni e non aveva un valido sostituto, mentre noi con Kody e Tom pronti a entrare abbiamo chiuso la partita. Per non parlare di ragazzi come Cargioli, Bonante, Bevilacqua e Scaltriti che pur non giocando titolari hanno ottime doti e continuano a sostenere la squadra in allenamento e in gara. Un grazie però lo voglio dire anche a tutti i nostri volontari, dalla biglietteria a chi prepara il palasport, siamo una grande squadra».

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