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«Ci siamo guadagnati con merito due punti importantissimi»

La soddisfazione del coach Menetti: «Ho visto un ottimo approccio mentale e tanti progressi tecnici In attacco continuiamo a fare meglio che in difesa ma stiamo lavorando duro per migliorarci»

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REGGIO EMILIA. Max Menetti loda i suoi per il carattere con cui hanno vinto una sfida durissima con Venezia: «Dopo la Coppa Italia ci siamo dati obiettivi chiarim volevamo prepararci fisicamente e mentalmente per affrontare i play off. Questa gara è stata un ottimo banco di prova perché per intensità e schermaglie tecniche è stata una partita da play off. Ho visto un ottimo approccio mentale e anche dei passi avanti dal punto di vista tecnico. Abbiamo giocato con De Nicolao che aveva 38 di febbre e senza Gentile ma abbiamo retto fino al supplementare e preso due punti importantissimi».

Cosa c’è ancora da migliorare?

«La reattività sulle palle vaganti. In questo Venezia è stata superiore e ha fatto molti punti da situazioni spot di palle vaganti recuperate».

La marcatura su Green?

«Green ha giocato un'ottima partita, abbiamo provato diverse soluzioni su di lui adattandoci sul suo pick'n'roll a seconda di chi collaborava con lui. Ad esempio se lo giocava con Owens sapevamo che cercavano la profondità, mentre alla fine abbiamo cercato di togliere spazio al tiro da fuori restando accoppiati ai tiratori da tre. Quello è il modo con cui la Reyer spesso ammazza le partite. Abbiamo sentito la mancanza di un giocatore della taglia di Gentile che potesse tenere Green meglio di De Nicolao, tant'è che alla fine ho preferito abbinargli Kaukenas».

Cosa si prova ad avere un “ragazzo” di 39 anni che fa partite del genere?

«Kaukenas non è atterrato per caso a Reggio e non è un caso se gioca così bene. Ora dico una cosa che sembrerà assurda. Per lui giocare a Siena era fin troppo facile. Qui ha un ruolo di trascinatore e di tutor per i giovani che lo motiva e ha trovato un'empatia con città e staff che lo spingono a giocare le sue migliori stagioni».

La difesa lascia ancora qualche dubbio.

«In attacco andiamo meglio che in difesa ma ho giocatori come Aradori e Della Valle che pur avendo in questo fondamentale un punto debole, si stanno applicando per migliorare e per me questo li rende dei campioni. Pietro ha difeso molto bene mentre Amedeo ha avuto qualche difficoltà ma non era facile».

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