Panchina d’Oro, il trionfo di Allegri
«Premio per la Juve e il gruppo». Mancini esclude il Milan dalla corsa Champions
FIRENZE. Inter e Milan in testa coda. Se fino a due giornate fa i rossoneri erano in risalita e i nerazzurri in tempesta ora le cose si sono ribaltate. La squadra di Mihailovic è sempre più lontana dalla zona Champions, -9 rispetto alla Roma, Mancini forte della ritrovata verve può sentenziare: «Per il terzo posto è corsa tra noi, Roma e Fiorentina», tagliando fuori le speranze milaniste. Nel giorno della consegna della «Panchina d'oro» vinta da Massimiliano Allegri, che a Coverciano stringe tra le mani il riconoscimento che ha vinto nel 2008-09 col Cagliari e stavolta la maggioranza dei colleghi (27 su 51) gli ha assegnato per la stagione 2014-15, quella del dopo-Conte che lo ha visto con la Juve conquistare lo scudetto e la finale Champions. All'insegna di un motto valido per la passata stagione e per quella in corso: «Vincere non stanca mai, è la vittoria del gruppo».
Mentre tace Sinisa Mihajlovic, reduce dal ko contro il Sassuolo, Roberto Mancini, forte della vittoria col Palermo, non vede nubi all'orizzonte. «Per il terzo posto ci sarà una lotta tra Roma, Fiorentina ed Inter» - ha sottolineato il Mancio secondo cui «il Milan, in questo momento, è troppo indietro. Nove punti di differenza dalla Roma mi sembra siano abbastanza». La rivincita di Mancini è personale («è presto per definirmi un allenatore bollito, forse tra 25 o 30 anni...»), ma non solo. «Tutte le squadre hanno avuto degli alti e bassi ma questo è il calcio. Ora mi aspetto che continuiamo a fare bene perché ogni partita sarà importante in chiave Champions ma senza farci prendere dalla pressione. Faremo il massimo, abbiamo le qualità per farlo e dovremo arrivarci con tranquillità. Ogni gara sarà determinante, ne mancano ancora dieci. I punti a disposizione sono tanti e noi dobbiamo sempre crederci. Con trenta punti a disposizione tutto è possibile». Non per il Milan, secondo Mancini, e forse anche secondo la stessa società rossonera: il giorno dopo la sconfitta contro il Sassuolo, l'ad del Milan Barbara Berlusconi è volata a Nyon negli uffici della Uefa per avviare il cosiddetto “voluntary agreement”, la richiesta di un piano concordato di rientro nei parametri del fair play finanziario, e ha presentato un piano di sostenibilità finanziaria per il prossimo triennio che appare piuttosto prudente e che prevede la qualificazione alla Europa League. Dopo due stagioni senza coppe europee, questo obiettivo diventa imprescindibile per il club rossonero.
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