«Addona e Miftah li porto nel cuore»
Mister Salmi ha lanciato parecchi giocatori ma ne ricorda due in particolare
REGGIO EMILIA. A forza di vincere campionati, Francesco Salmi si è iscritto di diritto al club degli "special one". L'ultima sua impresa è la promozione in serie D l'anno scorso a Lentigione.
«Ho lavorato in una società che è una corazzata (Amadei con l' Immergas) che voleva a tutti i costi l'impresa dopo averci provato tante volte. Ho allenato un giocatore fantastico come Miftah: è straordinario, con me ha avuto un grande rapporto, una bravissima persona. E’ un funambolo del calcio, se fosse stato sempre inquadrato avrebbe potuto militare a lungo dalla serie B in su. Poi c'era Davide Addona, il ragazzo più bravo e più a posto che mai abbia allenato. Se avessi dei figli avrei vorrei che lui fosse il loro professore. Metto tra i preferiti anche Filippo Savi che è stato sfortunatissimo quando era in A al Parma».
Lei ha avuto il merito di lanciare anche grandi nomi del calcio...
«A Castelfranco c'era Varricchio che poi ha vinto tanto, a Napoli con Reja anche il campionato di serie C. Poi il portiere Nordi, già alla Spal e oggi all' Alessandria, Mezgour, Tarana, Morini. Ho avuto inoltre un lungo sodalizio con Lugaro, Alessandro Napoli e Covili, venivano tutti dove andavo io».
Il capitolo Correggese è un'altra storica pagina.
«Abbiamo vinto un campionato che definire straordinario è poco, solo tre sconfitte in una stagione spalla a spalla con un gigantesco Piacenza. Non dimentichiamoci anche gli spareggi per la serie D. Ho un ricordo particolare per il presidente Lazzaretti, un dirigente con una mentalità vincente, che non si arrende mai, che trasmette positività, poi un pensiero per il capitano Davoli e Bertozzini che giocano ancora in biancorosso».
Come ricorda la parentesi alla Scandianese?
«Mi dispiace per dove è finita oggi la squadra. Quando torno in quel paese è come stare a casa mia, ho mantenuto un rapporto speciale con i dirigenti e alcuni giocatori come Paolo Tognoli, il figlio dell'attuale presidente, e Cristian Campedelli. Ho allenato un grande come Andrea Tedeschi, Mauro Ghillani mi ha fatto 45 goal in due anni, avevo Mauro Rabitti come collaboratore e il figlio Agostino in squadra. Sono stati tre anni molto belli, abbiamo sfiorato la vittoria in Coppa Italia e in campionato. A Scandiano ho gli amici migliori e più intimi, torno ed è sempre una festa».
Poi c'è l'esperienza di Castellarano …
«Ho avuto una buona squadra, abbiamo vinto una Coppa Italia, la società in quel periodo, ricordo che stava trasformandosi. Un pensiero particolare va a Mattia Ferretti, ma ho tanti altri che potrei ricordare con grande affetto». (p.b.)
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