Grissin Bon con il turbo grazie al leader Kaukenas
Trascinatore con Venezia, il campione lituano è tornato a fare la differenza ma su Facebook avverte i tifosi che i lavori in squadra sono ancora in corso
REGGIO EMILIA. #Work in progress. Significativo l’hashtag che il capitano della Grissin Bon Rimas Kaukenas pone in fondo al messaggio che ieri pomeriggio ha lanciato su Facebook.
«Noi abbiamo bisogno di trovare più forza, più volontà, più intensità» scrive il fuoriclasse lituano sul popolare social network. Significativo che il capitano lo scriva dopo l’esaltante vittoria su Venezia arrivata all’overtime nel posticipo di lunedì. Vittoria firmata a caratteri d’oro proprio dal capitano, oltre che da un Aradori da Eurolega e a un Veremeenko concreto e preziosississimo.
Quasi 39 anni e non sentirli, l’esterno di Vilnius lunedì ha sentito l’odore della preda grossa e ha scatenato il suo istinto da cacciatore, facendo fuori la Reyer con una prestazione superlativa. Ventiquattro punti realizzati in 34’con un 7/9 da due e 2/3 dall’arco, oltre a quattro assist. L’unico errore, il capitano, l’ha commesso allo scadere dei supplementari con il tiro della possibile vittoria che non è finito dentro il cesto. Preso praticamente sulla sirena e in condizioni non certo ottimali, quel tiro fallito, i 3.500 del Bigi ovvio che glielo hanno “perdonato” alla grande. Tanto più che il capitano non s’è fermato a macinar punti, ma ha fatto la differenza come leader e trascinatore: tutto quello che in ultima analisi era mancato alla Grissin Bon durante la sua assenza per infortunio.
E da vero leader pur nell’esaltazione collettiva del post Venezia, avverte saggiamente che c’è ancora da lavorare. Sulla continuità. Sul gioco di squadra. E quel “work in progress”, nonostante il capitano non ne faccia riferimento alcuno, va logicamente riferito anche a Vladimir Golubovic. Le aspettative, nessuno lo nasconde, erano altissime al suo arrivo in città, ma “Vlado” in maglia Grissin Bon ancora non ha ingranato.
Qualche timido passo avanti lo si è pure intravisto nel match con Venezia. Ma il potenziale del giocatore è tale che provarci con lui è doveroso, nonostante i due mesi grigi.
Adattare il gioco a un centro di stazza, s’è rivelato un processo più doloroso del previsto e il giocatore arruolato per far sfracelli in area s’è rivelato...piccolo nonostante la mole. Sei punti realizzati e quattro rimbalzi, in 11’ perché di più il campo con la Reyer non l’ha visto sono pochini per le esigenze della Grissin Bon.
A essere positivi, qualcosa di più e di meglio in attacco rispetto alle precendenti uscite caratterizzate da prove incolori, s’è pure visto a inizio gara.Ma in difesa il lavoro da compiere è ancora imponente, sempre che un giocatore con la sua stazza possa davvero arrivare a fare la differenza contro pariruoli più mobili, come si trovano nel campionato italiano. Non potrà essere la sua gara neppure la sfida di domenica sera a Trento viste le caratteristiche dei lunghi avversari che si troverà di fronte.
Il tempo per aspettarlo, in realtà, c’è tutto. Prima del rientro in campo di Lavrinovic (ottimisticamente si confida per i primi d’aprile)ogni seria valutazione societaria su di lui sarà necessariamente congelata.
Nel frattempo non resta altro che tenere attaccato il cartello “Work in progress” alla palestra di via Cassala, sperando di recuperare al più presto Stefano Gentile, di mantenere il recuperato Aradori a livelli da Eurolega, oltre naturalmente a mettere il capitano nelle condizioni di far pesare tutta la propria esperienza.
Come mostrano i dati diffusi dalla Lega, con i 24 punti realizzati nella sfida con Venezia, Kaukenas è il giocatore più anziano ad aver segnato più di 20 punti nella stagione in corso. Coincidenza: il record assoluto è di un altro glorioso giocatore biancorosso, l’indimenticato Mike Mitchell, che realizzò 22 punti il 25 marzo 1999 in gara due degli ottavi play off con l’allora Zucchetti nella trasferta a Rimini, finita 95 a 92 per i romagnoli. All’epoca, il Professore aveva a 43 anni, 2 mesi e 24 giorni.
La speciale classifica dei “vecchietti” terribili di questa stagione vede curiosamente al secondo posto l’altro reggiano Lavrinovic con i 20 punti realizzati nel match d’andata a Venezia a 36 anni e 14 giorni.
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