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Pasquale Maione, pivot reggiano va all’assalto dello scudetto

Pasquale Maione, pivot reggiano va all’assalto dello scudetto

SALVATERRA. Pasquale Maione ha aggiunto un nuovo alloro alla sua già ricchissima bacheca: nello scorso fine settimana, a Lavis in Trentino, il pivot di Salvaterra ha conquistato la Coppa Italia di...

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SALVATERRA. Pasquale Maione ha aggiunto un nuovo alloro alla sua già ricchissima bacheca: nello scorso fine settimana, a Lavis in Trentino, il pivot di Salvaterra ha conquistato la Coppa Italia di pallamano 2015/16. Il campione ex Casalgrande e Rubiera ha trionfato con la casacca della Junior Fasano, squadra di cui lui è da tempo un’autentica colonna: nella finalissima, i pugliesi hanno prevalso sul Bolzano per 29-28.

Come è nato questo nuovo trionfo?

«Noi siamo arrivati a Lavis sapendo bene che il nostro compito sarebbe stato tutt’altro che semplice: d’altro canto, fin dall'inizio abbiamo nutrito una fortissima fiducia nei nostri mezzi. Nell’intensa tre giorni di gare, la sfida più difficile è stata proprio la finale: siamo stati costretti a fare gli straordinari soprattutto dopo l'infortunio di Guido Riccobelli, ex rubierese e vero punto di riferimento per noi».

Ora, è facile immaginare che la vostra prossima meta sia lo scudetto…

«Intanto siamo concentrati sui play off, che inizieranno sabato con la trasferta a Città Sant’Angelo. Dobbiamo difendere il vantaggio acquisito nella prima parte della stagione e non possiamo rilassarci».

Dopo quest’annata, quale sarà il suo futuro sportivo?

«Innanzitutto penso a chiudere la stagione nel miglior modo possibile. Quanto all'avvenire, io a 34 anni credo di poter ancora lasciare il segno: a Fasano mi sento a casa, e finchè potrò essere utile alla Junior sarò lieto di continuare a giocare».

La Nuova Era Casalgrande si salverà in anticipo? E la Pizzikotto Rubiera ce la farà a ottenere il sospirato balzo in serie A?

«Sulla salvezza di Casalgrande non ho dubbi: nel contempo incrocio le dita per la Pizzikotto, perché è ora che Rubiera torni sul palcoscenico che merita».(n.r.)

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