Wright efficace quanto Lavrinovic
Verso il match con Trento: le statistiche avanzate svelano i segreti del centro
REGGIO EMILIA. La sfida tra Reggio e Trento nel corso di questa stagione non ha fine. Sono già quattro i precedenti, se si considera l’amichevole disputata a Castelnovo Monti nel mese di settembre: la Grissin Bon si è aggiudicata il match del girone d’andata in campionato, mentre Trento ha avuto la meglio nei due derby italiani di Eurocup che sono costati caro ai bianco rossi e nella gara di precampionato. Molto simili nello stile di gioco per gran parte della stagione, le due formazioni si sono differenziate nel corso dell’ultimo periodo quando l’arrivo di Golubovic ha modificato gli equilibri del gioco reggiano. Dato da prendere in considerazione è il numero di possessi giocati: con l’inserimento del centro serbo la Grissin Bon ne gioca 69,37 per gara, mentre i trentini arrivano a 73,68. Un gioco più veloce che concede meno secondi alla singola azione quello della Dolomiti Energia, gioco molto simile nella forma e nei dati statistici che produce a quello dei bianco rossi delle prime 15 partite di campionato.
Vero ago della bilancia per Trento è il centro americano Julian Wright. L’ex Nba produce la maggior parte dei suoi punti attaccando in velocità e nel traffico i lunghi avversari contando su una mobilità di piedi importante per un giocatore di quella stazza. La risposta, però, non è sfidarlo alla conclusione da fuori. Wright ha un range di tiro molto ampio per un giocatore del suo ruolo; sa mettere a segno tiri piazzati da 5-6 metri e, in minor numero, da dietro l’arco dei tre punti. Un gioco a più dimensioni, quindi, che ha impensierito molte squadre in Italia e in Europa. Stessa dinamica di gioco confermata dalle statistiche avanzate riguardanti il giocatore nella stagione 2010/11 in maglia Toronto Raptors nella sua esperienza oltreoceano. La “mappa di tiro” di Julian Wright mostra come, indipendentemente dalle percentuali di realizzazione, le soluzioni offensive si distribuiscano sulla quasi totalità delle zone d’attacco e la gran parte dei tiri a distanza ravvicinata sia prodotta direttamente dal palleggio. Lo stile e la meccanica di tiro non sono impeccabili, ma l’efficienza del lungo americano sul terreno di gioco è indiscutibile. Il centro di Trento riesce a segnare 111,65 punti ogni 100 possessi giocati (ORTg) e ne concede solo 95,17 (DRTg). Per rendere l’idea, l’incisività di Wright espressa da queste voci statistiche corrisponde a quella di Darjus Lavrinovic nella stagione in corso prima del suo stop. Come fermarlo? Sarà un rebus di non piccolo conto per coach Menetti, che sicuramente potrà utilizzare il quintetto piccolo come arma a sua disposizione per rispondere alla mobilità del centro avversario.
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