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La Reggiana si prepara agli scontri diretti, «Crediamo ancora nei play off»

di Juri Panciroli
La Reggiana si prepara agli scontri diretti, «Crediamo ancora nei play off»

Il difensore granata Panizzi: «Ci siamo guardati in faccia dopo il ko di Cremona, siamo tutt’altro che spenti»

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REGGIO EMILIA. La squalifica per una giornata di Minel Sabotic e l’assenza del giovane montenegrino nel match contro il SudTirol di sabato sera ai Città del Tricolore potrebbe aprire le porte della linea difensiva granata al giovane, reggiano doc, Erik Panizzi.

Dopo una prima parte di stagione trascorsa, suo malgrado, fuori dalla lista che la Reggiana aveva consegnato alla Lega Pro per scendere in campo, all'esterno sinistro divensivo ventiduenne di Guastalla rimangono nove partite nella quale potersi mettere in mostra, pensando soprattutto al proprio futuro.

E' candidato a giocare dal primo minuto, sabato?

«Lo saprò solo verso le 17 di quel giorno, nel frattempo mi tengo pronto e mi alleno al meglio in attesa dell'eventuale chiamata nella formazione titolare».

Il posto giocoforza vacante è per un centrale di sinistra. Lei sinistro lo è ma non è un terzino?

«Non avrei problemi a giocare lì perché mi sono allenato parecchio in quella posizione quest'anno e poi la cosa importante per me è scendere in campo».

Perché indossa la ginocchiera sulla gamba sinistra?

«Perché avevo accusato un leggero fastidio la settimana scorsa ma adesso è tutto risolto. Semplice precauzione».

La Reggiana ccrede ancora ai play off?

«Ci sono sei punti da recuperare e lunedì, al rientro ai campi dopo la sconfitta di Cremona, ce lo siamo detti in faccia: abbiamo tutti gli scontri diretti che ci attendono dove ce la potremo giocare con tutti, poi è logico che bisognerà vincerli e faremo del nostro meglio per riuscirci».

La prima tappa è con il Sudtirol,. squadra proverbialmente tignosa...

«Essendo la squadra altoatesina al nostro pari in classifica questa gara fa parte di quegli scontri diretti di cui dicevo prima. Speriamo di riuscire ad imporre il nostro gioco come sempre proviamo a fare ma poi, in questo sport, contano molto gli episodi e, magari, ti alleni tutta la settimana per preparare un tipo di partita e poi ti trovi su un campo come quello di sabato, a Cremona, dove non riesci a fare due passaggi di fila. E dove dopo pochi minuti di partita un avversario pesca il jolly e segna un gol da cineteca...»

Al Città del Tricolore non sarà così.

«Infatti sappiamo che quando si gioca in casa lo facciamo su uno dei terreni di gioco più belli della Lega Pro, anzi, di tutte le categorie».

Che avversario vi aspettate?

«Il SudTirol dispone di pedine importanti come Giacomo Tulli. E’ stato mio compagno di squadra a Vicenza, a quei tempi era fortissimo e se dovessi giocare potrei trovarmelo proprio nella mia zona. Speriamo che loro non siano in una giornata super per contenerli ma penso che, se le due squadre si affrontassero entrambe col 3-5-2 come sembra possibile e verosimile, sarà un bell’uno contro uno a tutto campo, naturalmente in attesa che gli episodi stavolta non ci girino contro come avvenuto quasi sempre negli ultimi tempi».

E' giusto chiedere ai tifosi, anche ai più amareggiati, ancora una volta il loro contributo?

«L'anno scorso non ero a Reggio ma vedevo lo spettacolo che c'era sulle tribune quando la Reggiana giocava in casa, una cosa da pelle d’oca. Perciò spero che questo entusiasmo contagioso, vero valore aggiunto per la Reggiana, rimanga almeno fino alla fine di questa stagione».

A livello personale come ha vissuto quei sei mesi iniziali trascorsi ai margini della squadra?

«Anche se mi sentivo al di fuori di tutto ho sempre cercato di allenarmi bene per dimostrare qualcosa al mister ed allo staff in generale, altro non potevo fare. Ora sono contento di essere rientrato, di aver già fatto alcuni minuti a Meda col Renate ed ora spero di poter dare il mio contributo alla causa».

Nel futuro si vede sempre in maglia granata?

«Ho un altro anno di contratto e spero che il campo mi offra un po' più di fortuna perchè vorrei continuare a fare il calciatore anche perché, al momento, di lavoro in giro se ne trova poco. Tuttavia ad ottobre mi piacerebbe iniziare a frequentare la facoltà di Economia e Finanza per guardare al futuro anche oltre il calcio».

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