Dallari: «La Padana è già salva, ma vogliamo ancora vincere»
CASALGRANDE. La serie A di pallamano femminile non ha ancora raggiunto la conclusione, ma per la Casalgrande Padana è già tempo di bilanci: con la vittoria casalinga di sabato scorso con lo Schenna,...
CASALGRANDE. La serie A di pallamano femminile non ha ancora raggiunto la conclusione, ma per la Casalgrande Padana è già tempo di bilanci: con la vittoria casalinga di sabato scorso con lo Schenna, il team ceramico ha infatti festeggiato la salvezza in anticipo. A tirare le somme è Giulia Dallari, la centrale classe ’96 che, anche in questa stagione, è tra le giocatrici che più si sono distinte.
Insomma il campionato va in archivio con note liete…
«Abbiamo centrato la permanenza in serie A con tre giornate di anticipo: un gran bel risultato, che senza dubbio ci riempie di orgoglio e soddisfazione. Ma noi abbiamo la ferma intenzione di onorare il campionato fino in fondo, e dunque ci impegneremo al massimo anche nelle sfide con Mestrino, Team Teramo e Nuoro. Puntiamo alla classica ciliegina sulla torta, facendo altri punti per chiudere ancora meglio la stagione».
Quali sono state le vostre prove migliori? E, viceversa, quando avete incontrato le maggiori difficoltà?
«Impossibile ignorare la vittoria casalinga del 26 settembre scorso, 25-23 contro il Cassano Magnago, così come il successo del 6 gennaio, 29-36 sul campo del Team Teramo. In entrambe le occasioni siamo state capaci di fornire prove superlative, sia sotto l’aspetto tecnico sia per grinta e carattere. Il 13 febbraio a Salerno, invece, eravamo davvero sottotono: il 34-25 con cui le padrone di casa ci hanno sconfitto rispecchia a pieno l’andamento della partita. Pazienza, può capitare…».
Sabato vi siete imposte di stretta misura sulla cenerentola Schenna: si aspettava un’affermazione così sudata?
«Sì, perché il match aveva una posta in palio altissima, e le altoatesine sono coriacee e combattive nonostante il loro ultimo posto».
Come ha trovato la guida tecnica di Yassine Lassouli durante l’annata?
«Un ottimo coach, che ha saputo gestire la squadra in modo costante ed efficiente. La sua giovane età non si è rivelata un problema, ma anzi ha contribuito ulteriormente a creare un bel clima».
E lei è contenta del suo rendimento personale?
«Nel complesso sì, tuttavia io non mi accontento mai quindi punto a migliorare ancora, per essere sempre più utile alle sorti della squadra».
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