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«Il mio sogno è rivedere la Regia in B»

di Primo Bertani
«Il mio sogno è rivedere la Regia in B»

Calcio Lega Pro: programmi e progetti di Giancarlo Corradini a un mese dalla nomina a coordinatore tecnico granata

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REGGIO EMILIA. La Reggiana, dopo 34 anni, ritrova un volto amico. Giancarlo Corradini, da un mese, trascorre le sue giornate ai campi di allenamento di Santa Croce, trasmette fiducia e vicinanza all’ambiente, parla con tutti, studia il presente per costruire il futuro. Per capire se sarà rivoluzione oppure restaurazione occorrerà attendere ancora un po’: la squadra è alla vigilia delle prove del fuoco e può ancora scrivere la trama finale di questa stagione. Certo il tempo stringe e i salti dovranno essere doppi o tripli.

«Sono un uomo di campo, mi piace pestare l’erba - dice Corradini -. Abbiamo una squadra di livello, che è competitiva, sapevo che disponeva di queste potenzialità, purtroppo tanti punti importanti sono stati gettati alle ortiche. Nel calcio i risultati danno morale e classifica, a questo punto non si può più sbagliare».

Come ha trovato Alberto Colombo?

«Un grandissimo lavoratore, un tecnico preparato, però sono i risultati che devono parlare».

Ha già chiara la valutazione della squadra?

«La rosa dei giocatori è di buona caratura, in allenamento osservo che fanno un lavoro di buon livello, sono una persona in più che dovrà esprimere un giudizio su quale sarà il futuro di questi atleti, indicare chi farà parte e chi no del progetto della nuova stagione».

Se non si raggiungeranno i play off, ritiene che sarà una sconfitta per i dirigenti?

«Non credo, sono subentrati da poco, con la prospettiva di un determinato quadro, oggi la situazione non è più così, sono cambiate tantissime cose. Non sarà per loro una sconfitta».

Sostiene questa tesi solo per riconoscenza?

«Ho preso a cuore questa vicenda della Reggiana per la stima che ho nella proprietà e per sdebitarmi verso la società che mi ha lanciato nel calcio che conta e tutti i suoi tifosi».

Nella sua testa c’è un augurio?

«Sì, la Reggiana in serie B».

Sarebbe pronto ad allenare?

«Assolutamente no, in questo momento non sto pensando di tornare in pista».

A proposito di settore giovanile, si è già fatto un'idea?

«Ho notato che ci sono ragazzi interessanti, occorre capire e valutare tutti quanti, è una questione da seguire con attenzione. Credo sia stato fatto un ottimo lavoro, siamo abbastanza competitivi a certi livelli con quasi tutte le squadre».

L’impressione è che ci sia un gran feeling con il responsabile tecnico Vezzani. È così?

«Fausto è competente, ci confrontiamo tanto, siamo due persone che parlano la stessa lingua».

Reggiana 1980-81, l'anno della promozione in serie B con Romano Fogli: quali ricordi conserva?

«Abitavamo tutti a Villa Granata, ad eccezione di Dariol e Catterina. La nostra più che una squadra era una grande famiglia, il valore aggiunto era quello, poi mettiamoci giocatori del calibro di Zandoli e Matteoli, vivevamo il calcio in una maniera diversa, uniti verso un unico traguardo. L’anno dopo in B arrivarono Palladino, Volpi, Trevisanello e a novembre Carnevale, ci piazzammo a metà classifica. Ho ricordi stupendi del mio periodo in maglia granata».

Il più bel complimento che ha ricevuto?

«Non ho mai trovato tifosi che mi hanno fischiato o rimproverato qualcosa, questo sia da giocatore sia da allenatore o da dirigente. Ritengo sia la migliore gratificazione, più dei titoli vinti e dei successi in carriera».

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