Gazzetta di Reggio

Sport

Juve, col Sassuolo parte il ciclo terribile Allegri non si fida

Juve, col Sassuolo parte il ciclo terribile Allegri non si fida

Stasera la sfida all’ultimo team che ha battuto i bianconeri Il mister non pensa al Bayern: «Vinciamo, poi la Champions»

2 MINUTI DI LETTURA





TORINO. Nel calendario bianconero comincia stasera, nell'anticipo della 29a giornata allo Stadium, «dieci giorni fondamentali». Con Sassuolo e Torino, domenica 20, «ci giochiamo una fetta importante di stagione», dice Massimiliano Allegri. La stagione del raccolto si avvicina: in tre partite, aggiungendo la trasferta di Champions League a Monaco, la Juventus si gioca molto. Il Sassuolo rappresenta un'insidia concreta, ed è stata l'ultima in grado di conquistare tre punti contro i bianconeri. «Firmerei per arrivare in fondo e vincere due trofei - prosegue il tecnico - siamo in finale di Coppa Italia, primi in campionato, in corsa in Champions League. Firmerei per conquistare due trofei, conquistare il 5° scudetto di fila sarebbe un'impresa straordinaria, che non si ripete da 81 anni ma non sarà semplice; il Napoli sta disputando un campionato straordinario, nella corsa c'è anche la Roma. Siamo in una cronometro, dopo la sfida con il Sassuolo mancheranno nove partite quindi siamo in discesa». Il Sassuolo monopolizza i pensieri di Allegri: «La testa non è mercoledì con il Bayern: mancano cinque giorni, oggi è importante, dobbiamo vincere contro una avversaria che ha battuto le grandi. La partita con il Bayern deve essere un sogno realizzabile: andremo a Monaco a giocarci un quarto di finale contro una squadra che è la favorita per vincere la Champions. Il risultato non cambierà il giudizio sulla nostra stagione. Ma al Bayern ci penseremo da sabato mattina». Il tecnico non potrà contare su Chiellini e non vuole sentire parlare di turnover: «Nella mia squadra non esiste». Non manca in chiusura la risposta alle esternazioni di Arrigo Sacchi, che aveva paragonato la Juventus al Rosenborg, capace di vincere in patria ma non in Europa: «Nulla da dire a Sacchi, il calcio è opinabile. Il Rosenborg merita rispetto. Rispetto le idee di Sacchi, un guru. Gli voglio bene, poi è una persona di 70 anni...».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google