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«Maradona il più forte di tutti i tempi»

Il ricordo del nuovo dirigente della Reggiana: «Un privilegio giocarci insieme»

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REGGIO EMILIA. Nel calcio Giancarlo Corradini è riuscito a trasformare in realtà ogni suo sogno.

Il successo non l'ha mai cambiato, ancora oggi i suoi tratti distintivi sono quelli che aveva da ragazzo, cioè il suo modo semplice di fare, la sua umanità, i suoi profondi valori.

«Ho avuto una carriera con dentro le storie e le circostanze più strane del mondo, anche allenare la Juventus in serie B. La cosa che non auguro a nessuno è però allenare un figlio. A me, a Cuneo, è successo anche questo. Penso che un giorno potrei anche scrivere un bel libro».

Può permettersi di liquidare con un sorriso la sua carriera uno che ha vinto cinque scudetti, una Coppa Uefa, giocato con Maradona, allenatoda Lippi, Capello, Deschamps e Zola.

«Maradona è stato innegabilmente il più forte giocatore al mondo di sempre. Gli altri sono stati tutti un gradino più sotto, da Pelè a Cruif, come lo sono oggi tanti altri, Higuain compreso» spiega il coordinatore tecnico granata. Uno che nel corso degli anni ha lavorato con Marcello Lippi e Fabio Capello. Roba che non capita a tanti …

«Lippi l'ho avuto anche come allenatore nella mia ultima stagione al Napoli, da lui ho appreso la grande sicurezza nelle decisioni, Capello aveva molto potere e caparbietà, ho preso in dote la sua smisurata voglia di vincere, in media firmava uno scudetto ogni due anni. Con Deshamps, un allenatore di ultima generazione, ho fatto tesoro delle sue spiccate motivazioni».

Più complesso per Corradini mettere su un podio i vari campioni allenati in carriera.

«Ibrahimovic, Trezeguet, Del Piero, è però una scelta difficile. La Juve ha sempre avuto nomi importanti, ai miei tempi ricordo grandi leader come Conte e Ferrara. Buffon è una persona eccezionale, è lui oggi il leader riconosciuto».

Nel Napoli delle stelle c'era anche Francesco Romano, un altro vecchio cuore granata.

«Avevamo costruito un grande rapporto, venendo dalla stessa terra - spiega -. Una volta alla settimana univamo le nostre famiglie per stare in compagnia».

Il 20 Marzo si gioca Torino-Juventus. «Non so chi tiferò. Ho due ricordi differenti, in una ho giocato, l’altra l’ho allenata. Le emozioni da giocatore ti fanno vibrare dentro, prevalgono, quindi tiferò per la squadra di Ventura». (p.b.).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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