Ecco i lanciatori di coltelli e asce
L’istruttrice vice-campionessa d’Italia: «Disciplina seria e sicura: niente a che vedere col circo»
SAN MARTINO IN RIO. Arrivano a Reggio i lanciatori di coltelli e asce. Niente paura, non si tratta di vandali minacciosi, ma di ragazze e ragazzi impegnati in una disciplina diffusa in mezzo mondo, in rapida crescita anche in Italia. Non a caso, i prossimi campionati mondiali si terranno proprio dal 21 al 24 luglio a Maniago, in provincia di Pordenone.
E adesso si parte anche nel reggiano. Il 30 marzo alla palestra Thunder di San Martino in Rio aprirà un nuovo campo della sezione emiliana della Scuola lancio coltelli e asce. Funzionerà ogni venerdì dalle 19 alle 21, aperto a tutte le persone interessate a conoscere la specialità sotto la guida dei due responsabili Tiziano Guerrini ed Elena Gigante, istruttori qualificati e atleti di vertice nazionale. La Scuola emiliana ha sempre fatto base nel modenese, a Castelnuovo Rangone, e ora supera il Secchia grazie a una correggese, Elena Gigante, vicecampionessa italiana. Per iscriversi, è possibile scrivere a silca.emilia@gmail.com o contattare la palestra Thunder in viale della Resistenza 31 a San Martino in Rio, al numero 0522 698 773. Si potrà così conoscere una disciplina complessa e, assicura l’istruttrice Elena Gigante, «molto divertente».
Come mai lo sbarco a Reggio?
«La nostra è una disciplina che sta crescendo, ci sono sempre più persone che ci seguono, e vogliamo dare a tutti un’opportunità in più».
La prima domanda viene spontanea: è pericoloso?
«Assolutamente no, il nostro è uno sport. Non è una cosa né rischiosa, né tantomeno va confuso con attività circensi».
Però ci sono le lame.
«I nostri sono coltelli speciali, pensati per questo uso preciso. Sono affilati solo in punta, lì è necessario per conficcarli nel legno. Ma ai lati sono smussati».
Quindi un normale coltello da cucina non va bene?
«Magari, ci abbiamo provato anche noi. Ci vogliono delle lame preparate apposta per questo sport, e lo stesso vale per le asce».
Ci sono dei limiti di età? Fate anche corsi giovanili?
«Sino ai 14 anni non si può competere, questa è una precauzione ulteriore, sono lame adatte allo sport ma non si vuole rischiare assolutamente nulla con ragazzi molto giovani».
È uno sport di precisione o di forza?
«Entrambe, ma non bisogna essere per forza dei giganti per praticarlo. Io sono minuta. Vi assicuro di no, ci sono varie specialità molto diverse fra loro e in molte occorre abilità, non solo forza».
Cosa conta di più?
«La mira, l’occhio. Ci sono delle prove con il bersaglio a quasi 20 metri di distanza, e vi assicuro che a 20 metri il centro di un bersaglio è davvero molto piccolo».
È quella la sfida maggiore?
«Una delle prove più belle e più difficili è quella in cui non viene precisata prima la distanza, ma bisogna affidarsi solo a sé stessi».
A Reggio la vostra è una novità. Nel mondo no, giusto?
«Le gare internazionali esistono da decenni, il prossimo mondiale si farà qui in Italia e c’è già grande attesa, anche perché si vedranno degli atleti impressionanti in grado di fare due giri completi coi bersagli senza sbagliare mai un centro»
Anche voi non ve la cavate male, no?
«In effetti. Tiziano Guerrini è stato due volte vicecampione nazionale, e campione nella lunga distanza. Io sono vicecampionessa nazionale».
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