La Regia ha una “perla” di nome Zunno
Calcio Giovanissimi: Marco è di Salerno ma è venuto a Reggio per inseguire il suo sogno, ha già segnato 18 gol in 15 match
REGGIO EMILIA. Quando dispiega il suo campionario si capisce che è tutta roba di lusso.
Marco Zunno è già sull’isola dei famosi, è venuto al nord per inseguire un sogno, bisogna dare merito a Mariano Armonia e Raffaele Ferrara di averlo portato a Reggio, scommettendo forte su di lui.
«Uno così non lo abbiamo mai avuto nel nostro settore giovanile – ammette Fausto Vezzani – bisognerebbe guardare avanti, avere coraggio e trattenerlo, ma la vedo dura».
Zunno è un bomber con i fiocchi, ha il gol facile, gli riescono numeri da vero fenomeno, ha segnato a Inter, Milan, Atalanta, quelli che contano e possono spendere per averlo. Questo ragazzo, “Made in Sud”, ha realizzato l’anno scorso 70 reti in 24 partite nei giovanissimi regionali della Campania, 18 reti sinora in 15 partite nei giovanissimi nazionali. È uno che ha un’anima, in campo fa i fuochi d’artificio, segna di destro e di sinistro, a ogni gara gli osservatori aumentano.
«Non so quale sarà il mio domani – confessa il giovane Zunno – ho un accordo di più anni con la Reggiana, a me quello che importa è giocare. Dalle mie parti ci sono poche possibilità di occupazione, sto lontano da casa per cercare un futuro nel calcio. Tanti miei ex compagni di squadra sono andati alla Paganese, il mio procuratore Pasquale De Rosa mi ha invece consigliato di puntare tutte le carte sulla Reggiana».
I suoi segreti e le sue qualità sono racchiuse nel giudizio del responsabile tecnico del settore giovanile Fausto Vezzani.
«È un ragazzo con molta forza, sotto l’aspetto tattico va costruito ancora, quello che fa è frutto del suo immenso talento. È un attaccante moderno che va a prendere palla, la gioca, fa grande movimento, attacca la profondità. La dote migliore è che vede molto la porta, a volte è addirittura imbarazzante. È furbo, svelto, ha potenza e grinta da vendere».
Marco Zunno come quasi tutti i ragazzi meridionali, ha il culto del bel calcio e l’entusiasmo della giocata.
«Non ha mai mancato ad un allenamento – spiega il suo tecnico Davide Belletti – fa la prima punta, si impegna tantissimo, ha la fame che serve per arrivare, oltre che la giusta umiltà. Sono orgoglioso di questo ragazzo, gli auguro il meglio possibile. Per il calcio di oggi è completo, ritengo giusto che faccia il suo percorso. Vive lontano da casa, in fondo se lo merita perché ha un potenziale esplosivo».
Un difetto Zunno se lo è voluto attribuire, a dispetto delle lodi dei suoi estimatori.
«Il gioco di testa è una mia pecca – ammette con il sorriso sulle labbra – e qui devo migliorare».
Approfittando della sosta del campionato in questo weekend il “Pibe de oro” si è concesso alcuni giorni di vacanza, raggiungendo la famiglia a Roccadaspide, in provincia di Salerno. «Ho visto con piacere mamma e papà, tanti parenti, mio fratello Simone che gioca in Promozione, una moltitudine di amici che ho lasciato per venire a Reggio. In questa città, che è stupenda, sto molto bene, frequento un corso scolastico molto interessante, l’indirizzo di Meccatronica all’Itis Nobili, divido in albergo la camera con Brayan Mecca. Proprio un anno fa giocai a Casalgrande il Torneo di Pasqua, fu il mio provino generale, feci gol al Bologna».
Zunno è uno “scugnizzo” tosto e determinato, forse un predestinato a grandi imprese. Attorno a lui ci sono in corso manovre importanti, molti addetti del settore ci hanno messo la faccia.
Per il presidente della Reggiana, Stefano Compagni, in questo momento le uniche briciole di felicità stanno arrivando dai giovani. Chissà che non sia l’occasione per una ripartenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
