Mister Zauli: «Reggiana non mollare, i play off sono possibili»
L’allenatore, che nel 2013 vinse con i granata lo spareggio salvezza contro il Cuneo, sostiene la squadra di mister Colombo
REGGIO EMILIA. È un fiume in piena mister Lamberto Zauli nel ricordare quel Cuneo-Reggiana del 2 giugno 2013 che ha visto i granata salvarsi, da squadra sfavorita col fattore campo, nei play out retrocessione. Ci pensò Beppe Alessi a siglare su rigore l’1-0 finale al 45’ del primo tempo
Per il tecnico romano, allora al timone dei granata, quella gara segnò la fine della sua era a Reggio ma coi colori granata era sbocciato un amore che dura ancora.
«Quando ripenso a quello spareggio e più in generale al periodo passato a Reggio – ricorda con piacere l’attuale tecnico del Santarcangelo – mi tornano alla mente mille emozioni. È chiaro che tutti vorrebbero sempre vedere una piazza come questa al top, ma la mia non era una squadra da vertice e dovevamo sempre lottare. In quell’anno e mezzo passato a Reggio ci salvammo una prima volta in maniera “soft”, mentre la seconda volta abbiamo rischiato davvero il ruzzolone in serie C2.
"Lo scoppio generale di lacrime al termine della gara di Cuneo – ricorda l’ex mister – anche di chi era già sicuro che non sarebbe stato confermato, la dice lunga sul tipo di gruppo che si era creato: penso a Massimiliano Mei, con cui tra l’altro ho cenato la settimana scorsa a Lucca, che addirittura fu espulso e ci costrinse a giocare in dieci il secondo tempo. Fu una partita incredibile dalle cui basi è potuto partire quel progetto che l’anno scorso ha portato la Reggiana a un passo dalla B».
Fu però la partita d’addio per lei...
«I tifosi avevano voglia di gente nuova dopo un anno di contestazioni e anche se avevo un ottimo rapporto con Barili è stato giusto così. Ma quando dicevo che per me la Reggiana era il Real Madrid ero sincero».
È vero che la segue ancora?
«Visto l’affetto che mi lega alla piazza non dico di essere al corrente di tutto ma la seguo».
Domani c’è di nuovo Cuneo-Reggiana con due squadre che sono all’ultimo treno per provare a raggiungere il proprio obiettivo.
«Sono tutte partite difficili ad otto giornate dal termine, perché anche il Cuneo non può più sbagliare se vuole salvarsi. Da diverse domeniche leggo e sento che la Reggiana è all’ultima spiaggia ma vedo che quelle davanti non stanno scappando. Però adesso non può più permettersi di non vincere. E il problema è che sarà lei ad aver maggior pressione perché in una piazza così è logico essere più esigenti».
Secondo lei che cosa non ha funzionato quest’anno?
«Ci sono tante componenti: sfortuna, tensioni e cambio di girone. Nel girone A ci sono 6-7 squadre che investono come la Reggiana, mentre l’anno scorso era stata lei una di quelle che più l’aveva fatto. Il B è un campionato più livellato verso la zona retrocessione ed è normale arrivare tra le prime con una buona squadra».
Come si trova ad allenare il giovane ’95 granata Alessandro Castellana?
«Qua gioca sempre perché in una società con obiettivi inferiori ci sta benissimo. È un terzino destro molto umile e siamo molto contenti di lui perché ha grande fame di risultati. So che era nel settore giovanile granata e dice di avere un ricordo positivo della società e dell’ambiente, però sapeva anche di avere giocatori importanti davanti».
Cosa si augura per questo finale di stagione?
«A Santarcangelo almeno la salvezza, visto quei 6 punti di penalizzazione arrivati. Per la Reggiana recentemente ho sentito Parola e gli ho detto di crederci ancora. Capisco la delusione e le contestazioni, ma ha ancora tutte le potenzialità per entrare in zona play off».
Si sente con Parola?
«Era stato messo da parte con l’arrivo di Apolloni ma io lo rimisi in gruppo e ho mantenuto con lui ottimi rapporti».
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