La Reggiana reagisce Cuneo sconfitto 2-1
Micidiale uno-due dei granata nei primi 12’ della gara
CUNEO. La Reggiana vista al Paschiero di Cuneo fa della concretezza la sua arma migliore: la pratica è risolta in un amen, in dodici minuti di follia dei padroni di casa che si lasciano travolgere dai colpi di testa di Mogos e di Spanò. Non c'è nemmeno stato il tempo di riordinare le idee o di provare a rimettersi in carreggiata per il Cuneo: la Reggiana è stata cinica come non le succedeva da tempo, ha risolto i problemi di un attacco inceppato con due che di mestiere non sono proprio delle punte, anzi. Spanò però lo sta diventando, perché con i suoi sei gol si rivela ancora una volta micidiale quando gli arrivano cross dalle sue parti. E lo stesso Mogos ha già tolto più in altre occasioni le castagne dal fuoco.
Restano alcuni problemi evidenti: l’attacco non segna e la squadra non ha chiuso la partita quando poteva, complicandosi un po’ la vita. Di positivo c’è stato il primo tempo e soprattutto il fatto che la squadra si è adeguata al brutto campo sul quale ha dovuto giocare (a differenza di quanto accaduto a Meda) e non è andata troppo per il sottile. Dopo aver subito il gol gli 11 granata non si sono chiusi ma hanno continuato a giocare. Dal punto di vista caratteriale dunque c’è di che essere soddisfatti.
Colombo torna a sorridere, anche se è meglio non pensare ai play off ma solo alla prossima sfida con la Pro Patria, che all’andata finì a sorpresa 0-0.
Il 3-5-2 annunciato si dimostra efficace: l’intenzione della Reggiana è quella di attaccare nonostante le numerose assenze che costringono Colombo a scelte (quasi) forzate. L'infermeria s'è tornata a riempire (oltre ai lungodegenti Frascatore, Loi, De Biasi e Bartolomei, anche Pazienza e Zucchini danno forfait per la trasferta piemontese) ma qualche buona notizia arriva pure dai ritorni: Mogos si riprende la corsia di destra con risultati più che soddisfacenti, Sabotic ridà muscoli ed energia al terzetto difensivo e Danza, all'esordio dal primo minuto, sostituisce Pazienza a centrocampo alternandosi con Maltese nella fase di costruzione del gioco.
Quello della Reggiana è un assedio che si materializza dai primi istanti di una gara che fa capire da subito cosa succederà: la Reggiana spinge, tiene alto il suo baricentro e cerca d'imporre il proprio gioco senza concedere nulla ad un Cuneo che dà l'impressione di accontentarsi di un copione che non cerca nemmeno di cambiare.
Il giro palla rapido degli ospiti coinvolge un po' tutti, anche i tre di difesa che si ritrovano spesso sulla linea di centrocampo a dettare i tempi e le giocate di una Reggiana che dopo soli cinque giri di lancette è già davanti: Mignanelli trova Mogos che con un terzo tempo perfetto insacca alle spalle di Tunno.
Il Cuneo accusa il colpo, non fa nulla per rialzarsi e quasi in fotocopia subisce il raddoppio che taglia definitivamente le gambe: stavolta segna Spanò - sempre di testa - con un'incornata da vero uomo d'area di rigore. E' un inno alla concretezza per una Reggiana che improvvisamente si ritrova e dà un calcio alle critiche piovute negli ultimi periodi. È l'ennesima testimonianza che la squadra di Colombo - nei primi 45' - trova le energie che spesso le mancano nei finali di partita. Succede anche a Cuneo, dove lo 0-2 sembra essere un buon motivo per stare sereni ma Chinellato ci tiene alle sue medie personali e s'inventa dal nulla il gol che improvvisamente ridà speranze al Cuneo: il suo pallonetto dal limite dell'area sorprende Perilli ch'è un po' nella terra di nessuno e l'ex di giornata segna il suo settimo gol nelle ultime sette gare (59'). Ripagate le scelte di Jacolino che con i suoi cambi aveva cominciato a preparare una sorta d'assedio: era passato al 4-2-4 con l'ingresso di Cristofoli ma dopo l'invenzione di Chinellato il Cuneo (ri)scompare.
Mignanelli, nelle sue costanti ed interessanti discese sulla sinistra, offre prima a Siega e poi ad Arma due palloni per chiudere la pratica. Sbagliano entrambi, poi in contropiede (dopo che Conrotto aveva lasciato i suoi in 10) è lo stesso esterno a permettersi il lusso di sbagliare l'1-3 che sarebbe servito solo alle statistiche.
Da questa mattina la squasdra torna ad allenarsi in vista della partita di mercoledì con la Pro Patria.
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