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Aradori in biancorosso è molto più di un bomber

di Andrea Montanari
Aradori in biancorosso è molto più di un bomber

Assistman e anche rimbalzista: nella Grissin Bon la guardia-ala ha trasformato il suo modo di giocare

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REGGIO EMILIA. Non aveva ancora vestito la maglia biancorossa, ma le attenzioni dei tifosi reggiani erano già concentrate su Pietro Aradori quando in estate metteva a segno 11 punti contro i campioni d’Europa della Spagna. Poi, l’esordio in campionato con 20 punti nella trasferta di Torino che apre una serie di otto gare costantemente in doppia cifra. Un istinto, quello del canestro, non nuovo per l’ala bresciana capace di chiudere nel 2013 una stagione d’Eurolega a 15 punti di media. Istinto confermato anche nella stagione in corso, dove sono già 14 le partite in doppia cifra su 22 giocate in campionato. Capace di entrare in striscia realizzando tiri dalla lunga distanza in serie come nel secondo quarto della gara di ritorno con Venezia e abile nel pungere da killer silenzioso per tutti i 40’ di gioco, l’aspetto realizzativo non è però l’unico punto di forza della positiva stagione di Aradori. Infatti, se l’obbiettivo da raggiungere è quello di «essere utile al di là dei punti segnati», come detto dal giocatore dopo la fantastica prestazione di domenica, il percorso intrapreso sembra essere quello giusto. L’ala della Grissin Bon cattura in media 6 rimbalzi, alle spalle del solo Achille Polonara (6.7) nel team biancorosso e davanti a molti lunghi di ruolo se si considera la graduatoria dell’intero campionato italiano. Da notare come questa caratteristica, così come l’attitudine difensiva, abbiano trovato grande espressione anche in Eurocup dove lo scontro fisico è stato in numerose occasioni elevato.

Dopo i punti e i rimbalzi, arrivano gli assist che sono il vero segnale di come l’atleta stia interpretando quanto dichiarato recentemente.

«Il giocatore che voglio arrivare ad essere è quello che sa fare tante cose e che risulta decisivo anche quando non segna tanto» ha detto.

Passare la palla è una delle cose che Aradori sa fare, tanto da risultare il miglior assistman della squadra alle spalle del play De Nicolao con 2.8 passaggi decisivi a partita che sono, a oggi, la media più alta della sua carriera. La capacità di leggere il movimento dei lunghi permette all’esterno reggiano di sfruttare al meglio le collaborazioni in pick and roll e, allo stesso tempo, di servire con le tempistiche giuste un centro di stazza come Golubovic. Davvero superlative le cifre dell’ultimo mese di Aradori: nelle quattro gare appena disputate, infatti, ha prodotto 21 punti, 4.7 rimbalzi e quattro assist di media e per Reggio Emilia sono arrivate altrettante vittorie in fila.

Lo “stile Grissin Bon” non è improntato su un unico finalizzatore a cui doversi sistematicamente affidare per depositare la palla nel canestro, ma il periodo magico dell’esterno della nazionale italiana sta mettendo Reggio in condizione di disporre di un “go to guy” molto efficace e capace di aprire costantemente nuovi enigmi nella mente delle difese avversarie.

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