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Benaglia del Conad: «Ci siamo montati la testa dobbiamo cambiare registro»

di Francesca Manini
Benaglia del Conad: «Ci siamo montati la testa dobbiamo cambiare registro»

Il centrale analizza la situazione del Conad Tricolore dopo il terzo ko di fila: «Temo che il giochino si sia rotto, Cantagalli deve essere più severo»

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REGGIO EMILIA. Approccio mentale sbagliato. E’ questa la diagnosi del centralissimo giallorosso Davide Benaglia dopo la terza sconfitta consecutiva seguita a un periodo di undici vittorie. Pur avendo lottato fino al tie-break infatti la sua Conad domenica si è arresa all’ultima in classifica Aurispa Alessano dopo essersi piegata anche ai colpi di Civita Castellana e Sora, il tutto dopo aver battuto per 3-0 la capolista Vibo Valentia in un'ora e 26 minuti di gioco. Bisogna infatti riandare a quel 5 marzo per ritrovare i ragazzi di Cantagalli agguerriti e determinati a dimostrare il proprio valore fino a raggiungere il terzo posto in classifica, dopodiché, spiega Benaglia «Temo che il giochino si sia rotto».

Nonostante questo la Conad rimane quinta a una giornata dal termine della regular season e mentre terzo e quarto posto sono ormai irraggiungibili, si deve guardare le spalle da Siena e Cantù, ora a -2, mentre Potenza Picena è a -3.

Vertigini? Pressioni dall'esterno?

«Pressione sì, ma non imposta dall’esterno, siamo noi ad esserci montati la testa. Fin dall'inizio sapevamo che questa squadra era stata creata per fare bene, non è questo il punto, è che finché avevamo soltanto da risalire ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto del nostro meglio, invece nel momento in cui abbiamo dimostrato di potercela giocare con le grandi non abbiamo fatto il vero scatto di maturità».

Arenarsi a Sora.

«Già, dopo una scia così positiva tutti, noi per primi, si aspettavano tanto e invece siamo arrivati a perdere contro l'ultima in classifica. Fin dal primo set si vedeva bene che non c’eravamo e abbiamo passato due ore a rincorrere la partita: speriamo che questo ci abbia dato una bella svegliata».

La gara di Pasqua (ore 18 al Bigi) contro Ortona sarà la prova del nove.

«Già, ci serve una bella vittoria davanti al nostro pubblico per ritrovare lo slancio motivazione in vista dei play off. Dobbiamo cambiare registro anche perché essendo arrivati a essere la squadra da battere, gli altri ci hanno studiato molto bene e non ci lasciano spazio, mentre noi siamo tornati a sbagliare tanto a partire dalla battuta».

Il tecnico Cantagalli cosa dice? Severo ma giusto?

«Giusto sì, ma lo vorrei più severo e glielo dico sempre. Io sono della scuola del bastone, già durante la gara vorrei che ci strigliasse di più».

E Benaglia è contento di sè?

«Sì, potevo fare meglio in certi frangenti ma nel complesso vengo da un buon periodo, spero di continuare a crescere».

Felice di essere rimasto a Reggio?

«Continuo a essere contento della città, della società e della squadra e credo fermamente in questo progetto che ho sposato in B1 e che ogni anno ci ha visto crescere di più. Ora speriamo di arrivare ai quarti».

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