«Milan, la crisi si supera programmando»
MILANO. «Che cosa serve al Milan per ritornare in alto? Serve una programmazione diversa da quella che ha adesso. Però, alla fine, credo che sia sempre difficile parlare da esterno. Se non hai una...
MILANO. «Che cosa serve al Milan per ritornare in alto? Serve una programmazione diversa da quella che ha adesso. Però, alla fine, credo che sia sempre difficile parlare da esterno. Se non hai una programmazione, cosa che sta avvenendo negli altri Paesi e negli altri club, diventi un artigiano del calcio e non sicuramente una multinazionale, come si è sviluppato il calcio negli altri Paesi». Lo ha detto l’ex centrocampista del Milan, Demetrio Albertini, a margine del “Candido Day”, dedicato al compianto direttore de “La Gazzetta dello Sport”, Candido Cannavò. Quanto al difficile rapporto fra Mihajlovic e Berlusconi Albertini ha spiegato: «Il calciatore, normalmente, risulta un pò confuso da queste situazioni. «Ma soprattutto diventa anche opportunista alcune volte. Nei momenti di difficoltà, il calciatore si attacca a quello più conveniente, anziché pensare, magari, agli obiettivi comuni che sono quelli della società. La confusione genera confusione. Io credo che la cosa che devono pensare i calciatori è che sono loro che entrano in campo e sono quelli che poi, nelle difficoltà, prendono i fischi o gli applausi».
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