La Pallacanestro Reggiana diffidata dalla federazione
Basket, per evitare il deferimento la società dovrà rinunciare all’Eurocup
REGGIO EMILIA. La Pallacanestro Reggiana è stata diffidata dal partecipare all’Eurocup, cui s’era legata con un triennale nei giorni scorsi. Questa la decisione presa ieri pomeriggio dal consiglio straordinario della Fip.
Diffida, quindi, e non il temuto deferimento che avrebbe aperto un’inchiesta da parte del procuratore generale federale con la reale possibilità di pesantissime sanzioni per la società: dalla penalizzazione fino all’esclusione dal campionato.
E’ presto, troppo presto, però per gridar vittoria. Non è infatti ancora scongiurato il rischio di un deferimento. Ma di fatto, con una mossa astuta, la federazione ha lasciato il tempo a Pallacanestro Reggiana, Sassari e Trento, le tre firmatarie della licenza triennale per l’Eurocup, di rinunciarvi e mettersi in fila per conquistarsi un posto nella neonata Champions Fiba, appoggiata dalla Fip.
Ieri la federbasket ha dato mandato alla segreteria generale di avviare una procedura per valutare la posizione dei club che hanno aderito alle competizioni organizzate da Euroleague (Eurolega e l’Eurocup della discordia).
Milano non è immune. Con un inatteso colpo di teatro è stata quindi trascinata nella bufera anche l’Olimpia Milano che, avendo sottoscritto l’accordo con Euroleague mesi fa, pareva navigare ben lontano dalle acque agitate.
La dirigenza della Pallacanestro Reggiana sarà quindi sentita dalla segreteria generale Fip che relazionerà al presidente Petrucci.
Tutto quanto raccolto finirà poi sotto la lente del consiglio federale che solo a quel punto deciderà se procedere con il deferimento.
La decisione reggiana. Cosa farà ora la società biancorossa? Ieri l’ad Alessandro Dalla Salda si è trattenuto sino a sera nella sede di via Martiri della Bettola in un consulto con i legali del club per studiare nei dettagli il contratto sottoscritto la scorsa settimana con Euroleague.
Uscire da quel contratto, che pure garantisce introiti e grande visibilità internazionale, è un’ipotesi che è stata valutata. E’ stato approfondito il discorso relativo alle penali da corrispondere in caso di divorzio. Raccolti tutti gli elementi la dirigenza del club si confronterà con il patron Stefano Landi per arrivare a una decisione. Che, vista la posizione della Fip ribadita con forza pure nella giornata di ieri, potrebbe essere obbligata: rinunciare all’Eurocup.
Se ai club che avevano disubbidito uscendo dalla retta via disegnata dalla Fiba, una chance di redenzione è stata concessa, non altrettanto morbida la federazione nazionale è stata con la Legabasket.
Guerra Fip-Lega. Già prima di riunirsi in consiglio la Fip aveva rigettato la delibera di Lega in cui questa sanciva la piena libertà ai club di scegliere la coppa che volevano. E ieri ha concluso l’opera revocando alla Lega le deleghe di organizzare il campionato perché quel “tutti liberi” espresso nei giorni scorsi «rappresenta una violazione del principio di centralità della Fip e del dovere di osservare le disposizioni del Coni, della Fiba e della Fip», come si legge nel comunicato che di fatto suona come una dichiarazione di guerra.
Una guerra nuova, tutta italiana, che va affiancarsi all’arcinota diatriba internazionale fra Fiba ed Euroleague.
Che sarà battaglia pure in casa nostra l’ha poi confermato il tenore della risposta fatta pervenire dalla Lega alla Fip a stretto giro di posta.
«Non si comprende a quale titolo la Federazione risolva una convenzione che scade il 30 giugno 2017 - scrivevano ieri dalla Lega -. Se esiste un giusto motivo per risolvere l’accordo, occorre che la Federazione dica espressamente quella sia tale causa. Non è sufficiente richiamare una presunta violazione del principio di centralità della Fip e del dovere di osservare le disposizioni del Coni, della Fiba e della Fip, che, secondo la ricostruzione della Federazione, sarebbe stata messa in atto da questa Lega con la delibera del 17 marzo (...) Con quella delibera del, assunta dalla Lega all’unanimità, e ripetiamo, all’unanimità, la Lega ha aderito al progetto della “Fiba Champions League”, divenendone anche azionista, ribadendo tuttavia un principio che la stessa Fiba e la stessa Fip hanno avallato da almeno 15 anni: e cioè quello di poter partecipare a competizioni, o essere associati a organizzazioni, che oggi non sono più riconosciute dalla Federazione Internazionale».
Il futuro del club. Per un curioso gioco politico, il principio avvallato da almeno 15 anni da Fiba e Fip è saltato proprio quando a trarne grande vantaggio potrebbe essere la Pallacanestro Reggiana, invitata nell’elite europea.
Reggio a un bivio, dunque? Disgraziatamente, viste le pressioni della Fiba e le possibili conseguenze, la scelta della strada da prendere è praticamente obbligata.
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