Frates: «Aderire alla coppa è stata una scelta meditata»
Le considerazioni degli addetti ai lavori sul caso Eurocup che sta scuotendo l’Italia dei canestri
REGGIO EMILIA. La decisione della Federazione italiana di diffidare la Pallacanestro Reggiana dal partecipare all’Eurocup - con il quale la società biancorossa ha deciso di legarsi per i prossimi tre anni - è meno pesante del previsto ma è pur sempre una spada di Damocle che pende sul nostro club cestistico.
Cosa faranno ora i dirigenti di via Martiri della Bettola? Sfideranno la Fip considerando l'importanza degli introiti e dei benefici d'immagine che possono derivare da una simile ribalta oppure vi rinunceranno per evitare il rischio di provvedimenti disciplinari?
In attesa che la dirigenza della maggior società cestistica cittadina sciolgano l’enigma abbiamo provato a sondare alcuni protagonisti della pallacanestro italiana che vantano qualche precedente in terra reggiana.
L’argomento è decisamente scottante e c'era da mettere in conto qualche reticenza, ma non è mancato chi ha espresso interessanti valutazioni.
Come l’allenatore Fabrizio Frates - grande ex biancorosso ora sulla panchina della Viola Reggio Calabria - che, premessa la difficoltà di dare un giudizio, ha affermato: «Alle spalle di queste decisioni esiste una grossa questione politica federale legata ai rilevanti interessi in campo. Penso che Reggio Emilia abbia ponderato la scelta considerando che si tratta di uno fra i migliori team a livello nazionale come dimostrano la finale scudetto della passata stagione e la posizione in classifica di questo campionato. Non a caso sono sulla stessa lunghezza d’onda altri due grossi club come Sassari e Trento che hanno assunto lo stesso impegno. Credo pure che siano state valutate le possibili conseguenze. Immagino pertanto che queste siano soltanto le schermaglie iniziali per una vicenda che interessa tutto il movimento regolato dalla Fiba. Giuridicamente non conosco a fondo la normativa in materia ma mi parrebbe legittimo che una società cestistica potesse scegliere di partecipare alle manifestazioni che preferisce. Personalmente ho vissuto una esperienza quasi analoga allorché allenavo Siena e ci trovammo nella concomitanza della nuova Eurolega e della Superleague. Erano con noi i due club bolognesi della Virtus e della Fortitudo. Faticammo parecchio e rammento - dice sorridendo - che perdemmo diverse gare. Mi auguro che i vostri dilemmi possano sciogliersi alla svelta».
A proposito dei club felsinei c’è da registrare intanto il rigoroso e sintetico «No comment» che viene dal manager della Virtus Bologna, il reggianissimo Sandro Crovetti.
«E’ una questione delicata dalla quale noi siamo completamente estranei - aggiunge nel frattempo l’ex presidente della Pallacanestro Reggiana e della Legabasket Enrico Prandi che attualmente presiede l’organizzazione arbitrale - e della quale si interessa la Federazione».
«Non conosco il problema perché non vivo la vostra realtà - annota da Trieste con simpatia ma con analogo rigore Mario Ghiacci - in proposito ho le mie idee ma non conosco il regolamento della categoria quindi mi astengo da qualsiasi valutazione».
Per finire con un altro coach con un importante passato nella società di via Martiri della Bettola, Sandro Dell’Agnello che con una certa diplomazia osserva: «In premessa dico che è doveroso il rispetto delle regole, ma poiché nello sport del basket sono in campo imprese con rilevanti interessi economici, penso anche sia giusto che le società possano dire la loro sulle scelte da compiere».
Non resta dunque che attendere gli sviluppi di una vicenda che in questi giorni sta facendo discutere tutto il basket italiano.
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