Caos coppe, una speranza arriva dai club europei
Basket: la Pallacanestro Reggiana è finita nella bufera dopo il sì all’Eurocup ma se le società ancora indecise disertassero in massa la competizione...
REGGIO EMILIA. Le antenne dritte, non tanto per captare i segnali che arrivano dall’Italia ma quelli che si propagano al di fuori dello stivale. Ha le antenne dritte la Pallacanestro Reggiana in queste ore travagliate dalla querelle relativa alle coppe europee.
In particolare si attendono segnali dalla Spagna e dalla Germania. Le società spagnole e tedesche invitate a partecipare all’Eurocup ancora non hanno sottoscritto l’accordo triennale per la seconda coppa organizzata da Euroleague, ma restano tutte alla finestra per vedere da che parte tira il vento e se val davvero la pena uscire nonostante la tempesta. Perché per tutte vale il diktat della Fiba. E cioé sdegnare le competizioni dell’Euroleague, pena l’esclusione delle squadre nazionali da tutte le competizioni per le federazioni che acconsentiranno ai propri club di stringere accordi con l’organizzazione di Bertomeu.
Proprio la decisione delle altre europee potrebbe però significar tanto in questa contorta vicenda per le sorti reggiane.
Se tanti club, intimoriti dalle “minacce”, non accettassero di giocarsi una partita indubbiamente complessa e dall’esito incerto, le carte in tavola cambierebbero inevitabilmente. Se le altre invitate a far parte del rinnovato torneo continentale dicessero in massa di no alla vantaggiosa licenza triennale messa sul piatto dall’organizzazione di Jordi Bertomeu, di fatto l’Eurocup si andrebbe a impoverire. Tanto. Troppo. Forse persino - e si ragiona necessariamente sul piano ipotetico - al punto tale da metterne a repentaglio l’esistenza, poiché verrebbero a mancare le condizioni affinché il torneo si disputi.
E Reggio, Trento e Sassari che, al contrario di altre europee hanno già detto sì all’Eurocup, potrebbero perfino uscire dall’Eurocup senza troppe ammaccature, nonostante i feroci strascichi giudiziari che certamente seguirebbero fra Fiba ed Euroleague.
Guarda quindi lontano dall’Italia, la Pallacanestro Reggiana, in queste ore travagliate. Antenne dritte, certo, ma pure schiena piegata sui documenti in attesa della dead line del 31 marzo, termine ultimo concesso dalla Fip alle tre italiane per uscirne senza correre il rischio di un deferimento, con tutto quello che ne potrebbe conseguire.
Rinunciare alla licenza triennale è l’ipotesi studiata con l’aiuto di consulenti legali nelle ore successive al consiglio federale.
Rinunciarvi, da quanto accertato, non implicherebbe neppure l’esborso di folli penali, come invece previste per uscire dai contratti d’Eurolega.
L’alternativa resta affrontare la questione a muso duro, restando attaccati all’Eurocup - fuoriserie che può davvero portar lontano un club come quello reggiano - ricorrendo all’Antitrust, forti di precedenti sentenze favorevoli. Soluzione, questa, che farebbe però incattivire e non poco la Fip di Gianni Petrucci.
Con la schiena piegata si lavora quindi per capire quale strada è bene percorrere se ad altissimi livelli le due anime del basket continentale non cesseranno di combattere questa logorante guerra.
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