La Reggiana supera a fatica la Pro Patria
Per segnare un gol all’ultima della classe ci sono voluti 79’
REGGIO EMILIA. Un vittoria contro il fanalino di coda Pro Patria che non consente di farsi troppe illusioni. In due gare la Reggiana ha raccolto sei punti e dunque resta, virtualmente, in corsa per tentare di agganciare la zona playoff. Ma questa squadra non ha un attaccante che fa la differenza e per segnare una rete ha bisogno di svariate occasioni, quelle che gli altri difficilmente sbagliano. Quando arriveranno gli scontri diretti, a partire dal prossimo match con il Pordenone, con le formazioni che concedono molto poco, è difficile pensare che si possa fare risultato.
Ieri Arma è stato bravo di testa in due occasioni a impegnare severamente il portiere, ma ne ha sbagliate altrettante, una al 33’ del primo tempo assolutamente clamorosa davanti al portiere, in perfetta solitudine. In precedenza, con l’estremo difensore avversario a terra, a porta sguarnita, aveva mandato il pallone sopra la traversa. Il problema è che ormai accade in ogni partita. L’altro problema è che, grazie al mercato invernale, è un ritornello monotono, ma è giusto non dimenticarlo, non c’è nessuno in grado di sostituirlo, magari per consentirge al marocchino di recuperare un po di serenità. Quando arriverà il futuro direttore sportivo dovrà partire da qui.
Detto questo Arma si impegna tutte le partite, fa molto lavoro per la squadra ed è un professionista serio. Il pubblico non lo becca più di tanto, anche perché fino alla fine dell’anno è l’unico che si può schierare, visto che gli altri non hanno le caratteristiche della prima punta.
La nota positiva è che Raffaele Nolè, arrivato con grandi aspettative a Reggio ma fino ad ora in ombra, è subentrato nella ripresa e ha segnato, andando poi ad esultare con grande veemenza. Un giocatore che potrebbe tornare molto utile nel finale di stagione. Sicuramente Nolè è dotato tecnicamente e se si sblocca potrebbe essere una mezza salvezza.
La partita di ieri sera è iniziata con un minuto di silenzio per le studentesse morte in Spagna, in un incidente stradale, e per le vittime degli attentati di Bruxelles. All’andata c’era stato il minuto di silenzio per le stragi di Parigi. Ormai l’orrore e la follia terroristica sono elementi della nostra quotidianità e stanno perdendo il loro carattere eccezionale.
A Busto Arsizio la Reggiana era riuscita nell’impresa di far fare il primo punto all’unica squadra ancora a quota zero in tutto il calcio professionistico europeo. Ieri sera ha corso il rischio di compiere un’altra impresa, cioè non vincere una sola volta con una formazione ormai retrocessa.
Con la Pro Patria la Reggiana è partita bene ed è stata a tratti arrembante. Danza si è messo in mostra, smistando palloni e facendo anche qualche bel cross. Ma come detto le occasioni sono fioccate e non sono state finalizzate.Questa volta è andata bene. Difficile che possa andare così anche altre volte.
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