La lunga crisi di Arma divide i tifosi granata
Il pubblico apprezza l’impegno ma si aspetta che sia decisivo
REGGIO EMILIA. Nell’intervallo della partita con la Pro Patria, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0, non si parlava d’altro. Nei capannelli degli spettatori il nome che veniva ripetuto era quello di Arma. «Hai visto che gol che ha sbagliato?», la frase più ricorrente. L’errore davanti al portiere al 33’ del primo tempo ha messo in luce la condizione psicologica dell’attaccante marocchino, che è ormai inceppato e probabilmente, nonostante il suo equilibrio, ne sta risentendo molto.
Il numero 11 è a quota 9 gol in campionato, dove ha giocato titolare in 27 partite, mentre solo con il Mantova in casa è subentrato dalla panchina nell’ultima mezzora. Nel girone d’andata Arma ha siglato 6 reti, mentre in quello di ritorno è a quota 3. Con il Piacenza il 31 gennaio Rachid ha segnato una doppietta (con un rigore). Nelle successive otto gare è tornato in rete solo a Cremona, su rigore, nella partita persa 2-1.
I tifosi granata riconoscono ad Arma grande impegno e spirito di sacrificio e nella gara di mercoledì sera lo hanno anche applaudito per i due suoi bei colpi di testa che sono stati neutralizzati da ottimi interventi dell’estremo difensore bustocco. Con un po’ di fortuna in più poteva sbloccarsi. Ma i giudizi, specie sui social, sono in maggioranza di sconforto per i troppi errori commessi negli ultimi tempi sotto misura. «Ha fatto i suoi gol - ha scritto un tifoso su Facebook - ma ne ha sbagliati di più, soprattutto quelli facili. Il compito di un attaccante è pur sempre quello di finalizzare». Altri hanno invece detto di essere fiduciosi che si sbloccherà e lodato quanto ha fatto fino ad ora, ma sono in minoranza.
A fine partita mister Alberto Colombo ha ribadito che «come impegno non posso rimproverargli nulla, così come non potevo rimproverargli nulla neanche prima». L’allenatore, che ha dato atto a Rachid di essere stato autore di buone conclusioni, ha poi auspicato che possa sbloccarsi «per ritrovare la serenità e attirarsi le simpatie».
Il mister comunque punterà fino alla fine sul numero 11, sia perché è comunque utile alla manovra, sia perché non c’è nessuno con le sue caratterisrtiche che possa sostituirlo.
Allo stadio contro la Pro Patria c’era anche l’ex allenatore granata Luciano Foschi, che segue con continuità la Reggiana e al quale abbiamo chiesto un parere. «Nelle ultime due partite - dice Foschi - ho visto un Arma che ha giocato bene e ha costruito per la squadra. Come allenatore gli direi che non mi interessa che faccia gol ma che continui a dare il suo contributo alla squadra, senza l’ossessione del gol». Anche Foschi, come ogni allenatore, ha dovuto fronteggiare situazioni del genere. «In questi casi l’allenatore deve togliere all’attaccante il peso del gol e chiedere prima di tutto il gioco e il contributo alla manovra. Poi magari ci penseranno altri a finalizzare. Bisogna evitare che ci sia troppa pressione perché non porterebbe a nulla». Ed è quello che Colombo sta facendo, come dimostrano le sue dichiarazioni post gara.
Il ritorno al gol di Nolè potrebbe dare la svolta nel finale di stagione. «Ci sono ancora sei gare - continua Foschi - nelle quali i giocatori hanno l’occasione di riscattarsi. Io dico sempre che gli spettatori si ricordano sempre le ultime cose che hai fatto. Se Raffaele segna 5 reti da qui alla fine tutti si dimenticherebbero dei problemi precedenti. E poi c’è una nuova stagione da pianificare e queste ultime gare serviranno anche per questo».
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