«A Pordenone ce la giochiamo ad armi pari»
Il socio Gianni Perin in vista della difficile trasferta della Reggiana: «Abbiamo la miglior difesa del girone»
REGGIO EMILIA. «Non guardo la classifica ma vorrei sottolineare che la Reggiana ha una eccellente organizzazione difensiva, con la miglior difesa del girone, e se ritrova i suoi attaccanti, sono certo che se la potrà giocare alla pari contro il Pordenone». Sabato la Reggiana si gioca un pezzo importante di stagione e il socio Gianni Perin, amministratore unico della Bitecnology, ci tiene a far sentire la sua vicinanza alla squadra.
La Reggiana andrà ai play off?
«Inutile pensare a un obiettivo finale, quando l'abbiamo fatto ci siamo smarriti tanto vale concentrarci sulla prossima trasferta».
Mancano sei gare alla fine. Saranno sei finali?
«La prima è quella di Pordenone, il resto non conta».
La Reggiana ha l'attacco in crisi.
«Nolè ha ritrovato il gol e gli servirà».
La crisi di Arma?
«Ha segnato 9 gol e non mi pare un magro bottino. Contro la Pro Patria ha trovato un portiere in vena di prodezze. E' un uomo che lotta per il bene della Reggiana, che soffre per la maglia granata e non gli si può rimproverare nulla. Sono certo che ritroverà il gol, come spesso accade agli attaccanti che superano i momenti negativi quando meno se l'aspettano».
Cosa si aspetta dal futuro?
«Pensiamo al presente, a finire bene la stagione. La società sta già programmando anche la prossima stagione mettendo le basi in termini di organizzazione dirigenziale. All'ingresso di Giancarlo Corradini, che nessuno può criticare per esperienza e conoscenza della materia, ci saranno altri inserimenti importanti a livello tecnico».
Una società che prepara la prossima stagione?
«Una proprietà che sta gettando le basi per essere competitiva con l’aiuto del tessuto imprenditoriale del territorio e dei tifosi».
Si sta pensando anche a rinnovare il contratto a Siega, Bruccini e Parola?
«E' un capitolo che fa parte del progetto di programmazione per il prossimo anno ma queste decisioni competono al tecnico Colombo e al futuro direttore sportivo».
Chi è il nuovo diesse?
«Non importa il nome, conta che sia una figura professionale competente, valida, onesta, seria e che lavori per il bene della Reggiana».
Lei è da sempre un tifoso granata. Come cambia la prospettiva da socio?
«Cambia il modo di giudicare. Entri nei meccanismi della società e se prima da tifoso ti lamentavi perché la società non prendeva certi giocatori, ora capisci che la salvaguardia del bilancio è di vitale importanza. Conta più il futuro del presente».
Si soffre di più?
«Molto di più. Il risultato ti condiziona tutta la settimana mentre da tifoso uscivo dallo stadio amareggiato per una mancata vittoria ma il giorno dopo pensavo già alla prossima partita».
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