E’ sbocciato un germoglio biancorosso
Il 17enne Bonacini dal settore giovanile all’esordio in prima squadra con canestro
REGGIO EMILIA. Max Menetti ha definito il settore giovanile della Pallacanestro Reggiana la sua dispensa da dove Andrea Menozzi riesce sempre a estrarre qualche prodotto di qualità. L’ultimo della lunga lista è Stefano Bonacini, diciasettenne che, complice l’infortunio di Stefano Gentile, ha potuto mettersi in mostra con la prima squadra ma come ci tiene a sottolineare Menozzi, è solo uno dei ragazzi che stanno supportando la Grissin Bon. «A causa degli infortuni che sono capitati, c’è stata maggior necessità dei giovani durante gli allenamenti e qualcuno, come Bonacini, ha potuto anche esordire».
Cosa provano i ragazzi quando esordiscono con la squadra maggiore?
«Per loro significa raggiungere un primo traguardo nella carriera. Già dimostrare di poter reggere gli allenamenti con la prima squadra è motivo di orgoglio, scendere in campo è stupendo. Bonacini ha avuto questa opportunità e per prima cosa ha dovuto dimostrare di poter giocare senza far danni poi ha avuto anche la gioia di segnare il suo primo canestro tra i professionisti a soli 17 anni».
Stefano Bonacini ha potuto giocare diversi minuti nelle ultime partite. Ci può dire qualcosa di più su di lui?
«È un ragazzo di temperamento molto positivo. Ha buone qualità fisiche e discrete tecniche. È in un momento di transizione nel quale stiamo cercando di trasformarlo da guardia a playmaker».
In panchina quest’anno abbiamo visto anche Arnold Mitt ed Alessandro Lever, ce li presenta?
«Sono ragazzi del 1998. Lever è un’ala/centro e tra i nostri lunghi è quello più pronto. Nei prossimi due anni dovrà completare la sua formazione fisica che sarà importante per capire il livello a cui potrà arrivare a giocare. Mitt invece ha già una struttura fisica impressionante, sicuramente superiore agli altri giocatori della sua età a livello italiano. Negli ultimi due anni è migliorato a livello di concentrazione e di approccio alla gara. Anche tecnicamente ha fatto passi avanti ma su tecnica e tattica dovrà lavorare».
A livello di squadre giovanili come stanno andando le cose?
«I campionati sono ancora in pieno svolgimento e ci sono possibilità di raggiungere qualche traguardo».
Come vede la crescita di Strautins da quando è in prima squadra?
«Ha saputo farsi apprezzare per solidità fisica e mentale. Ora ha qualche alto e basso che è fisiologico quando si entra in prima squadra. Nelle giovanili hai spazio, puoi permetterti di provare a fare molte cose e sbagliare perché fa parte della tua crescita. In prima squadra devi limitarti perché ci sono in ballo punti importanti.».
Mussini lo sente?
«L’ho visto a novembre quando sono andato a trovarlo. Sta facendo molto bene ed è molto contento dell’esperienza. Ha dimostrato di avere qualità tecniche di altissimo livello. Che un ragazzo al primo anno abbia così tanta considerazione è davvero incredibile».
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