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Italia da sprofondo rosso Ecco come può risorgere

di Valentino Beccari
Italia da sprofondo rosso Ecco come può risorgere

Difesa imbarazzante, ricambi inesistenti e i grossi problemi in fase realizzativa Il ct Conte alle prese con una rosa ristretta: «Dobbiamo diventare squadra»

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La Waterloo di Monaco di Baviera non è una sentenza di condanna definitiva passata in giudicato ma una sorta di appello dopo l’assoluzione nel primo grado con la Spagna a Udine. Purtroppo i numeri dell’Allianz Arena sono un bollettino di guerra sia nel punteggio sia per gli amanti delle statistiche. Se la lettura della sconfitta la deleghiamo all’aritmetica allora sarebbero dolori ma per fortuna il calcio è scienza inesatta che non segue necessariamente copione e voce narrante. Se così non fosse la Grecia non avrebbe mai potuto vincere gli Europei e il Leicester non potrebbe essere in testa alla Premier. Intendiamoci, l’Italia fa parte del “G8 del calcio”, la storia del pallone è stata scritta con inchiostro azzurro però il tracollo bavarese è stato più ubriacante che bere una decina di pinte di birra all’Oktoberfest. E ci ha lasciato in eredità una difesa imbarazzante, la consapevolezza di non avere seconde scelte all’altezza e di aver smarrito la via del gol.

Divario enorme. Il dato di fatto è che rispetto ai campioni del mondo viaggiamo in un’altra orbita calcistica anche se il ct nell’occasione ci ha messo del suo, schierando una formazione troppo minimalista, vecchia nell’interpretazione e leggera nella sostanza. Non si possono affrontare degli atleti olimpici come i tedeschi con dei pesi piuma come Florenzi e Giaccherini e inoltre a centrocampo l’Italia ha subito consegnato le armi all’avversario con due giocatori del secolo scorso come Thiago Motta e Montolivo che giocano in bianco e nero quanto tutti gli altri hanno l’Hd. Il “day after” di Conte non è semplice.

Il ct ci crede. «Ho fiducia nei miei ragazzi, so di poter contare su di loro – ha detto il ct – dobbiamo restare tutti con i piedi per terra e se non mi sono esaltato dopo il pari con la Spagna non mi sono abbattuto dopo la batosta di Monaco.Veniamo dal fallimento Mondiale, i convocabili dalla A si sono dimezzati in dieci anni, conoscevamo il gap dalle grandi: non possiamo essere selezione, dobbiamo essere squadra. Quando dico che i giocatori sono questi, ricordo che non ho lasciato a casa nessun possibile azzurro. Su questi devo lavorare per l’Europeo».

La lista dei 23. Avviso ai naviganti: il gruppo è questo e da qui alla diramazione della lista dei 23 non sono previste variazioni. Insomma, all’orizzonte non si profila l’inserimento dell’ultima ora di un Paolo Rossi o un Antonio Cabrini dei nostri giorni. Anche perché non se ne vedono. E la serata di Monaco ha detto proprio questo: l’Italia è competitiva se ha tutti i titolari a disposizione ma se qualcuno marca visita le difficoltà crescono.

Bonucci, infortunio lieve. E allora è fondamentale ritrovare le certezze che sono Chiellini, Bonucci (per lui leggera contrattura e solo tre giorni di riposo) e Barzagli in difesa, Marchisio e Verratti in mezzo al campo, Pellè e Insigne davanti più una folta batteria di esterni con El Shaarawy, Candreva, Bernardeschi, Florenzi. E poi servirà la creatività italiana, quella geniale sregolatezza che può anche farci battere la Germania. Non stiamo benissimo ma guai ad abbattersi.

Ci sono due mesi di tempo per far risorgere quest’Italia da sprofondo rosso. O almeno provarci.

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