Il Re Djokovic c’è sempre, italiani non pervenuti
Il numero uno è il primo semifinalista dell’Open di Miami, la Kerber è l’unica Top 10 tra le semifinaliste
di CLAUDIO GIUA
Il tennis sta cambiando. Soltanto tre Top Ten tra gli otto approdati ai quarti di finale del torneo maschile: Novak Djokovic (Atp 1), Kei Nishikori (6) e Tomas Berdych (7). Peraltro, il serbo s’è subito sbarazzato del noiosissimo ceco per 6-3 6-3 prendendosi il primo posto in semifinale agli Open di Miami, che con Indian Wells hanno il costoso diritto – senza essere uno Slam – di occupare due settimane intere nell’elaborato calendario dei superprofessionisti.
Addirittura una sola Top 10, Angelique Kerber (Wta 2), tra le quattro semifinaliste del tabellone femminile: le altre sono le Top 20 Vika Azarenka (13), la veterana Svetlana Kuznetsova (15) e la svizzera di origine ungherese Timea Bacsinzky (19).
La lunga parentesi invernal-primaverile tra California e Florida va dunque verso la chiusura con alcune conferme in positivo come il dominio di dell’incontrastato numero uno, Djokovic, la crescita di Milos Raonic e David Goffin, la tenuta di Nishikori, il ritorno tra le migliori di Azarenka e, almeno a Miami, della tedesca Kerber già vincitrice a sorpresa agli Australian Open.
Più numerosi e convergenti invece i segnali di una forte discontinuità nelle leadership collettive dell’ultimo decennio.
Il numero 2 mondiale Andy Murray, già uscito malamente di scena a Indian Wells, s’è fermato alla sua seconda partita a Miami per mano del bulgaro Grigor Dimitrov, per una volta all’altezza delle aspettative di alcuni anni fa. Rafael Nadal, testa di serie numero 5, s’è ritirato nel match di esordio con il bosniaco Damir Dzumhur, schiantato – pare – da caldo umido di Key Biscayne.
Pur iscritto al torneo, Roger Federer non s’è nemmeno presentato a Miami, scontando il ritardo di preparazione dopo l’infortunio di gennaio.
Tra le donne, è ormai evidente la difficoltà di Serena Williams di riprendersi dalla Caporetto di Flushing Meadows, quando la sconfitta in semifinale contro Roberta Vinci le impedì di ottenere il Grande Slam (le vittorie consecutive in Australia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti), il più desiderato obiettivo di una carriera agli sgoccioli.
Assente per chissà quanto l’altra protagonista assoluta del circuito femminile, Maria Sharapova, non si vede chi potrebbe ricoprire sul palcoscenico della Wta i loro ruoli per tecnica e personalità.
Di fatto inconsistenti, nei due tornei americani, le prove degli italiani. Una costante, quest’anno: con l’eccezione di Roberta Vinci, come sempre convincente e coriacea.
@Claudiogiua
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