Addio sogni play off Reggiana battuta 1-0
I granata ci provano ma non pungono, il Pordenone sì
PORDENONE. La Reggiana dice addio ai sogni play off. La matematica è ancora con i granata, ma le possibilità, a cinque giornate dalla fine, sono davvero risicate. A Pordenone gli uomini di Colombo speravano di agguantare l'ultimo treno per raggiungere gli spareggi promozione, invece dovranno rinunciarvi, a meno di clamorosi ribaltoni in questo finale di campionato.
Vincono i ramarri, che salgono al secondo posto per una notte e condannano anche il Cittadella, che non potrà festeggiare oggi lo scontato ritorno in Serie B, anche se dovesse vincere col Bassano. Decide un gol di Pasa ad un quarto d'ora dalla fine, rifilando alla Reggiana una sconfitta certamente immeritata per quanto fatto vedere. Gli ospiti non hanno fatto niente di eclatante, ma sicuramente si sono comportati meglio dei ramarri, apparsi sottotono e premiati oltremodo nell'unica disattenzione difensiva dell'undici emiliano, sugli sviluppi di un angolo.
Gara bella e vibrante sin dalle prime battute. La posta in palio è alta e così le due squadre non si risparmiano. La Reggiana parte senza timori reverenziali, cerca di tenere bene il campo ed infatti passerebbe anche in vantaggio (8') con Spanò, sugli sviluppi di un calcio piazzato. Ferma tutto il signor Mei per fuorigioco (molto dubbio) del difensore ospite.
La risposta del Pordenone non si fa attendere ed arriva due minuti più tardi, con l'azione costruita da Pasa e finalizzata da Buratto, il cui colpo di testa si spegne di poco a lato. La manovra dei ramarri, però, non è fluida come nelle altre occasioni, merito di una Reggiana che prova a far male sulle corsie laterali, ma che pecca nell'ultimo passaggio. La difesa è concentrata, eccezion fatta per un passaggio a vuoto di Sabotic che al 22' mette in difficoltà Perilli che quasi regala un rigore al Pordenone travolgendo Strizzolo in uscita: per l'arbitro è tutto regolare, fra le proteste dei padroni di casa. L'episodio sblocca mentalmente la Reggiana, che attacca con maggior convinzione e va al tiro per due volte con Mignanelli. Due diagonali da parte del terzino mancino granata per poco non inquadrano lo specchio della porta. Sembra un monologo emiliano nel finale, ma l'occasione più ghiotta del primo tempo capita alla squadra di Tedino. Destro dai trenta metri di Mandorlini, la palla sbatte sul palo interno e torna in campo, lasciando invariato l'equilibrio.
Il canovaccio della partita non cambia nel secondo tempo. La Reggiana si dispone in campo con grande applicazione, copre bene le zone del rettangolo verde anche se non riesce a creare pericoli dalle parti di Tomei. Le uniche conclusioni degne di nota, ma comunque non pericolose, sono un tiro-cross di Mignanelli, che sfiora l'incrocio, e un tiro dalla trequarti di Mogos che termina di poco alto. Tedino si gioca subito le carte Cattaneo e Beltrame, avendo ragione alla lunga. Perché il Pordenone fatica ad ingranare, però riesce a far suo l'episodio decisivo. Alla mezz'ora, infatti, da un angolo dalla sinistra, Bruccini non riesce a tenere Pasa che stacca indisturbato e mette alle spalle il gol dell'1-0 che condanna la Reggiana.
Il quarto d'ora finale Colombo decide di giocarselo col tutto per tutto. Toglie Spanò e Danza, getta nella mischia Nolè e Letizia per un 4-2-4 (impreziosito nel finale anche da Silenzi) che però non riesce a dare quel forcing sperato. Infatti l'occasione ce l'ha il Pordenone per il raddoppio, con Perilli bravo ad ipnotizzare Cattaneo. Poi fino al triplice fischio non accade più nulla, se non un debole colpo di testa di Silenzi nel primo dei tre minuti di recupero.
A fine gara i giocatori sono andati a salutare i tifosi che anche ieri hanno seguito la Reggiana. Le reazioni sono state miste, come accade sempre in questi casi. Ci sono stati quelli che hanno risposto al saluto, mentre altri, molto delusi, hanno fatto segno ai giocatori di andarsene. Del resto, nella serata di ieri si è chiusa di fatto la stagione della Reggiana e ora si guarda prima di tutto al futuro.
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