«Già al lavoro per il futuro Mi dispiace per i tifosi»
Il presidente Stefano Compagnia a fine gara ha fatto il bilancio della stagione «Quest’anno troppe polemiche, dovremo fare muro intorno alla squadra»
PORDENONE. «Stiamo già lavorando per il futuro». Bastano sei parole, dette con in mezzo un sospiro ad ogni sillaba, per capire cosa dovrà fare la Reggiana da oggi a giugno: programmare la prossima stagione, che sarà la diciottesima tra Serie C e Legapro. Il diktat è del presidente Stefano Compagni, intervenuto eccezionalmente a fine gara. Non c'è altro da fare, dopo la sconfitta da una tonnellata subìta al Bottecchia di Pordenone. Sognare è impossibile, meglio lavorare duro e pensare a come vincere il prossimo campionato. «Ho già individuato il nuovo direttore sportivo - ha detto il numero uno della Reggiana - e sta già lavorando per costruire il nostro futuro da settimane. Non lo posso annunciare, adesso non sarebbe né giusto, né bello. Ma posso dire che siamo già attrezzati per affrontare il prossimo campionato». La sconfitta di Pordenone fa male perché trancia le possibilità immediate, ma i tifosi della Regia possono almeno guardare ai prossimi mesi con una sicurezza: la società c'è e vuole pensare a come non arrivare anche il prossimo anno ad una partita come quella di Pordenone.
«Peccato - ha proseguito poi il presidente Compagni - perché ci avevamo creduto. Il Pordenone ha fatto davvero poco fino al gol di Pasa, arrivato su palla inattiva. Ci è mancata, questo sì, la finalizzazione. Davanti abbiamo costruito meno di quanto serviva per vincere». Una parola, pesante come la sconfitta, Compagni la dedica anche ai giocatori: «Ho visto che hanno dato tutto - ha aggiunto - ma tanti dovranno lavorare da oggi per mantenere il posto in squadra. D'altronde è il loro mestiere». Un accenno, poi, anche alle troppe polemiche che forse hanno contribuito a condizionare il campionato della Reggiana: «Ci hanno danneggiati, non possiamo dire altrimenti. Non va bene, in futuro dovremo fare più muro attorno al club. Ci dispiace soprattutto per i tifosi, che anche a Pordenone ci hanno sostenuto fino all'ultimo minuto di partita. Sono stati encomiabili. La squadra ha giocato un ottimo primo tempo, ma non è bastato».
Infine le parole del montenegrino Minel Sabotic, in campo per novanta minuti seppur non al meglio: «Era una partita da pareggio e poteva cambiare solamente grazie ad un episodio. L'ha trovato il Pordenone e ha vinto la partita». Poi un accenno polemico nei confronti dell'arbitro Mei: «Non mi esprimo, lasciamo perdere» ha detto sorridendo amaramente Sabotic. «Quanto alle altre polemiche - ha aggiunto - posso dire che restano fuori. Noi abbiamo dato il massimo. Il mio futuro? La serie B? Ancora non posso parlare».
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