Striscione minaccioso, indaga la Digos
Il messaggio anonimo comparso nella notte in via dell’Aeronautica
REGGIO EMILIA. Uno striscione minaccioso, con insulti ai giocatori, è comparso nella notte sulla rete del campovolo, all’altezza della rotonda di via Agosti e via dell’Aeronautica. Il messaggio, dove si prospettano conseguenze ai giocatori, non è stato firmato. Ieri mattina la Digos si è recata sul posto per ritirare lo striscione e avviare le indagini del caso.
Questo episodio resta comunque isolato rispetto al clima generale che si respira in città, anche se ovviamente non va sottovalutato. Ai campi ieri mattina nessuno si è presentato per contestare e i tifosi si sono limitati a esprimere la loro delusione sui social network.
«Alzi la mano chi, ad inizio anno, riteneva questa squadra meno forte di quella dell'anno scorso - ha scritto su Facebook un tifoso -. Arma 60 gol negli ultimi 4 anni; Nolè in doppia cifra nel Bassano; centrocampo e difesa confermati. L’unica incognita erano i due esterni, rivelatisi poi inferiori a Migna e Andreoni. Sono accadute cose strane durante l'anno: Vavassori desaparecido, cessioni strane, Angiulli su tutti, spogliatoio non idilliaco. La delusione è immensa, e la partita di stasera riassume un anno sciagurato».
Uno dei bersagli è l’ex dg Raffaele Ferrara e lo sponsor Pietro Vavassori. A Ferrara viene comunque riconosciuto di aver allestito una bella squadra nella stagione precedente. Qualcuno se la prende con i singoli giocatori e Arma, con la sua scarsa vena realizzativa, è uno dei più citati. Ma c’è anche chi lo difende: «Arma il prossimo anno tornerá a fare 18 gol in un’altra squadra e noi continueremo a insistere su un 3-5-1-1 con 2 attaccanti lasciati davanti con le spalle girate».
Alcuni tifosi imputano anche al mister qualche scelta sbagliata, ma nel complesso la maggioranza è con Colombo. «Per il resto cosa doveva fare? - si chiede un tifoso -. Ma chi cavolo aveva in panchina? Dei nazionali? Non mi risulta. Abbiamo una rosa ridicola dai. Non ci sono cambi in nessun reparto».
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