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«Una grandiosa prova difensiva»

di Linda Pigozzi
«Una grandiosa prova difensiva»

Il tecnico Menetti: «Un errore però far festa troppo presto»

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REGGIO EMILIA. Azzardo o genialata? Chi non se l’è chiesto, ieri in via Guasco, quando il coach Max Menetti ha sfoderato due quintetti “anomali” nel secondo periodo. Quattro esterni più Silins e poi addirittura il cambio Silins-Strautins per un quintetto di soli piccoli.

Lì, la chiave del successo su Brindisi?

«Volevo mantenere l’equilibrio sui nostri falli - chiarisce Menetti - in particolare quelli di Veremeenko e dei lunghi. In modo da poter sviluppare la partita in una certa maniera nella seconda parte. Avevamo Polonara, Vova e Silins con due falli a testa. Per 2’ ho messo dentro cinque piccoli: decidete voi chi fra Strautins o Aradori in quel momento fosse il cinque... Abbiamo usato la velocità di Strautins su una situazione di pick and roll e abbiamo fatto un bel canestro, sfruttando il fatto che loro giocassero con un quintetto alto. Il match è voltato lì? In realtà credo che noi avessimo cambiato atteggiamento già prima».

La temeva, la partita con Brindisi, e alla vigilia non aveva avuto paura di dirlo.

«Un piccolo momento di scoramento dopo la gara persa contro l’EA7 poteva anche esserci - ha spiegato nel post-Brindisi -. Temevo questa gara anche perché ai due lungodegenti Gentile e Lavrinovic s’era aggiunto anche Golubovic. E tre assenze pesano. Sapevo poi che Brindisi era assatanata di punti dato che si trova nel limbo tra play off e salvezza, tenendo conto anche della rimonta di Torino».

Proprio per questo i suoi hanno sofferto (e non poco) all’inizio della sfida.

«All’inizio abbiamo fatto molta fatica - ammette il coach - probabilmente perché siamo rimasti sorpresi nell’esser andati sotto, vista la nostra posizione in classifica e la loro. Alla fine del secondo quarto, quando abbiamo capito che questa era una partita da vincere con la sofferenza, sono completamente cambiati il nostro stato emotivo e il nostro focus. Non ci siamo più preoccupati della parte offensiva ed è venuta fuori un’ottima partita, soprattutto in difesa».

«Se proprio devo trovare il pelo nell’uovo...ecco, non mi è piaciuto che quando eravamo in ritmo si sia iniziato a festeggiare. Già a 7’ dalla fine si celebrava un successo che ancora non era stato raggiunto. Si è creata una grande empatia fra noi e il pubblico e abbiamo avvertito questo clima festoso. E questo non va bene».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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