Gazzetta di Reggio

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«Ce la giochiamo con tutti ma non concretizziamo»

di Juri Panciroli
«Ce la giochiamo con tutti ma non concretizziamo»

Il bilancio dell’esterno Siega sulla deludente stagione della squadra di Colombo «Contro il Cittadella non vogliamo fare brutte figure, lo dobbiamo ai tifosi»

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REGGIO EMILIA. « Coi risultati di lunedì sembra finita e dispiace per una stagione che poteva essere più entusiasmante. Non è bello finire così». Nicholas Siega è stato protagonista di una stagione positiva, ma non nasconde la sua delusione per i risultati ottenuti dalla Reggiana.

Al fischio finale di Pordenone è finito il sogno?

«La sconfitta ha lasciato l'amaro in bocca e vedo anche adesso il morale basso».

La sconfitta è stata lo specchio della vostra stagione?

«A parte un paio di gare sotto tono le nostre partite ce le siamo sempre giocate anche contro squadre più avanti di noi ma il rammarico è che non concretizziamo abbastanza nonostante la grande mole di gioco».

Perchè?

«Forse per demerito nostro o abilità dell'avversario. Abbiamo sempre in mano il pallino del gioco, come sabato, infatti avevamo concesso solo un tiro da 30 metri prima del loro gol».

Il 3-5-2 ha tolto qualcosa davanti rispetto al più offensivo 4-3-3?

«Se tiri meno ma fai gol vinci la partita, non è il numero dei tiri che fa differenza».

Adesso?

«Dobbiamo onorare il campionato perciò gli stimoli non mancheranno e dobbiamo anche ripagare i tifosi che ci hanno sempre seguito nonostante i risultati».

Lei è in scadenza di contratto…

«Penso a finire la stagione poi valuterò la mia situazione. Ho già avuto i primi contatti, qua sto bene ed ho ottimi ricordi: quando sono arrivato lo stadio era vuoto nelle prime partite e poi sempre più pieno. Mi ha fatto piacere essere considerato un giocatore importante».

Dopo due anni come vuole essere definito: attaccante o esterno?

«Il mio ruolo l'ho dimostrato sul campo ma sono duttile e posso ricoprirne altri. Questo lo devo al mister che mi ha sempre dato fiducia, conoscendolo dai tempi di Busto, anche quando non giocavo con continuità ed ho sempre cercato di guadagnarmela partita per partita».

E' uno dei fedeli di mister Colombo. Se fosse lui ad andarsene?

«Sono cose che deciderà la società. E' chiaro che dopo una stagione del genere ci sentiamo tutti in bilico e quando le cose vanno male il primo sul banco degli imputati è il tecnico. Al momento tutto è possibile: sia che vada io in un'altra squadra oppure che resti qua con un altro tecnico».

Cosa è successo nello spogliatoio?

«Chi è andato via avrà avuto le sue ragioni e se vorrà dire qualcosa lo farà, da parte mia non ho mai visto nessun attrito nello spogliatoio».

E nei giorni della partenza di Ferrara?

«Non volevamo pensarci ma le voci esterne ci possono aver condizionato».

Domenica arriva la capolista.

«Dico solo che non ci va di fare figure di m…»,

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