«Vorrei restare per il grande salto»
Christian Silenzi è dell’Inter ma ha la Reggiana nel cuore come papà Andrea
REGGIO EMILIA. Tra i giovani che possono utilizzare il finale di stagione per mettersi in mostra c'è anche Christian Silenzi. Figlio di Andrea, il mitico Pennellone della promozione in serie B, è arrivato dalla Primavera dell'Inter che tuttora ne detiene il cartellino. Metà stagione passata coi coetanei della Berretti poi il tecnico Colombo lo ha chiamato in pianta stabile con la prima squadra dove ha già fatto diverse apparizioni. Nella mezzora giocata col Cittadella si è creato due palle gol, dando anche il via all'azione del rigore su Nolè trasformato da Letizia. «Finalmente ho giocato più di 10 minuti – rimarca soddisfatto – sono entrato bene in campo ma ho il rammarico di non aver capitalizzato le due occasioni avute».
Quale è stata la più ghiotta?
«La seconda. Nella prima il portiere ha coperto bene la mentre in quella di testa potevo fare di più, magari stoppando la palla prima di tirare».
Che differenze ha notato tra Berretti e prima squadra?
«Sul piano fisico e tecnico è tutta un'altra cosa, qui si è molto più avanti».
Si trova bene?
«Dopo un inizio difficile ho legato sempre più coi ragazzi e con lo staff».
Papà Andrea la segue?
«Se non può venire a Reggio lo fa col computer: parliamo sempre delle mie prestazioni».
Le pesa la sua ombra?
«Adesso mi è quasi indifferente ma all'inizio la pressione c'era perché tutti mi paragonavano a lui mentre ci vorrà del tempo per arrivare ai suoi risultati».
Cosa vi accomuna?
«Entrambi siamo alti e con una bella corsa ma io… ho i capelli un po' più corti. Magari sembro meno cattivo e grintoso ma sul campo vi garantisco che mi faccio sentire».
Ha visto qualche partita di suo padre?
«Alcuni filmati della sua carriera: di Reggio e di altre piazze, ricordo anche la Supercoppa».
Che attaccante è?
«Sono punta centrale ma posso anche svariare sull'esterno o fare il quinto di centrocampo perché non sono la classica punta statica».
Come festeggerà il primo gol?
«Non ci ho ancora pensato».
Che rapporto ha con mister Colombo?
«Gli sono grato perché è stato il primo a lanciarmi nel professionismo. Mi riprende spesso in allenamento e questo mi sta facendo crescere».
Lei è dell'Inter, ma se le dicessero di restare a Reggio?
«Non tocca solo a me decidere del mio futuro: dovranno parlarsi le società ma qua sarei contento perché la piazza mi piace e mi darebbe maggiori garanzie di giocare, potrebbe essere la mia rampa di lancio».
Cosa si aspetta dal finale di stagione?
«Allenarmi bene come sempre per essere a disposizione della squadra».
Un giocatore da emulare?
«Ibra o Morata».
Sogno nel cassetto?
«Arrivare il più in alto possibile in questo ambiente, perché lo cullo fin da piccolo».
Magari in maglia granata?
«Se rimanessi qua con qualche gol ed una promozione in B sarebbe il massimo, pur sapendo che il posto non mi sarebbe garantito».
Le piacerebbe diventarne una bandiera come papà?
«Certamente».
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