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Tutto il mondo in delirio per l’ultima gara di Kobe

di Andrea Montanari
Tutto il mondo in delirio per l’ultima gara di Kobe

Il “Black Mamba” cresciuto nelle giovanili della Pallacanestro Reggiana stanotte ha detto addio al basket nella sfida con Utah allo Staples Center

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REGGIO EMILIA. «Gli eroi vanno e vengono. Le leggende restano per sempre».

Questo è lo slogan che ha accompagnato l’addio al basket di Kobe Bryant avvenuto durante la scorsa notte. Un addio che chiude una carriera ventennale, nel corso della quale il capitano gialloviola ha vinto tutto. E non si fa per dire. Cinque titoli Nba, due medaglie d’oro alle Olimpiadi, MVP della stagione regolare, due volte MVP delle Finals, quattro volte MVP dell’Nba All Star Game e unico giocatore nella storia a realizzare più di 33mila punti e distribuire oltre seimila assist. Una figura inimitabile, come unico è stato l’interesse dell’intero popolo sportivo per l’ultimo atto della sua carriera.

La giornata di ieri è stata un vero e proprio “Kobe Day” o “Mamba Day”, come ha proclamato il suo sponsor Nike, e ha visto diffondere nel mondo il proprio hashtag su tutti i social network e siti internet.

Numerosissimi gli omaggi che sono arrivati dalle pagine dei personaggi di tutto l’universo sportivo: Alessandro Del Piero, Rafael Nadal, LeBron James, Neymar, Roger Federer e il suo storico coach Phil Jackson. Esempio, genio, rispetto, leader, senza paura, competitivo, vincente. Sono queste le parole che le star dello sort, avversari e colleghi di altre discipline, hanno riferito a Bryant in un diffusissimo video della Nike.

Tra i tanti attestati di stima sono giunti anche quelli dell’ala biancorossa Achille Polonara e del playmaker reggiano Federico Mussini.

L’Italia, infatti, non è stata da meno. La pagina Facebook “La Giornata Tipo” ha celebrato Bryant con la pubblicazione delle foto inviate dai tifosi da ogni parte della penisola e ha aperto una bellissima parentesi sul passato a Reggio Emilia del figlio di Joe Bryant.

L’emittente televisiva Sky ha dedicato un intero canale al “Kobe Day”: 24 ore di Bryant che, dopo aver trasmesso in successione le repliche delle partite storiche dell’asso dei Lakers, sono terminate con la diretta dell’ultimo match contro gli Utah Jazz. Una personalità con pochi eguali, omaggiata con il saluto che solo i più grandi hanno meritato. La corsa al biglietto a Los Angeles, infatti, è stata paragonabile a quella avvenuta nel 2003 in occasione dell’addio al basket di Michael Jordan.

I posti più economici sono stati pagati tra i 700 e i 900 dollari, mentre chi ha voluto vivere in prima fila le ultime gesta della star dei Lakers è arrivato a pagare fino a 26.000 dollari per un biglietto in parterre.

Coach Byron Scott aveva recentemente dichiarato che sarebbe stato proprio lo stesso Bryant a scegliere il proprio minutaggio in occasione dell’ultima gara, così da salutare il mondo sportivo come solo lui voleva fare. Una passerella finale in grande stile che ha portato emozione e rammarico per la conclusione della carriera di uno dei più grandi cestisti di sempre che ha imparato le basi del basket nelle giovanili della Pallacanestro Reggiana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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