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«La Grissin Bon lavora duro per crescere»

di Linda Pigozzi
«La Grissin Bon lavora duro per crescere»

Devis Cagnardi non è ossessionato dal primo posto: «Centrarlo sarebbe importante, ma il nostro focus è migliorare»

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REGGIO EMILIA. «Si incontreranno una Grissin Bon che vuole fortemente il primo posto e una Sassari arrabbiata e delusa in cerca della miglior posizione possibile nella griglia dei playoff. Aggiungiamo il fatto che sono le finaliste dello scorso anno per capire che quella di domenica al Bigi sarà una gara da playoff».

Devis Cagnardi, vice allenatore della Grissin Bon, è concentrato sull’imminente big match in via Guasco ma non nasconde che si lavori intensamente anche in proiezione futura.

Quali gli obiettivi per queste settimane che mancano prima dei play off?

«Dal punto di vista fisico, il nostro obiettivo è recuperare tutti. Vorremmo arrivare a una condizione omogenea, anche se, visti i recenti infortuni, sappiamo che non è facile. A livello tecnico non smettiamo di lavorare per continuare a crescere».

Chiudere la stagione regolare al primo posto è il vostro traguardo?

«Sarebbe un traguardo importante, non lo nego. Personalmente metto però davanti a tutto la crescita del team. In queste tre settimane, oltre ad acquisire una maggior compattezza tecnica, dobbiamo lavorare sulla crescita mentale per arrivare il più preparati possibile ai playoff».

Il primo passaggio?

«Recuperare al meglio gli infortunati. Abbiamo dovuto fare a meno dei due lunghi Lavrinovic e Golubovic e ora si dovrà lavorare per reinserirli. Lavrinovic con Sassari potrà giocare qualche minuto. Golubovic mercoledì ha effettuato una parte dell’allenamento con la squadra evitando però i contatti. Poi vedremo se domenica potrà esserci.».

La rabbia è che l’infortunio lo ha allontanato proprio nel momento in cui stava ingranando...

«In queste settimane lo staff medico e il preparatore atletico hanno lavoratobene con lui e il ragazzo è propositivo. Le cose prima del suo stop erano migliorate grazie a una presa di coscienza sua e del resto della squadra. Nei playoff non tutte le gare potranno essere giocate solo di corsa e con un certo ritmo e un giocatore con le sue caratteristiche sono sicuro che in certe situazioni potrà risultare determinate».

Nel reparto esterni su cosa state impostando il lavoro? Nel migliorare la circolazione di palla?

«Sì. Abbiamo esterni che hanno un gran talento offensivo o meglio balistico, bocche da fuoco che vanno fatte sfogare, come ad esempio già accaduto con Aradori nella sfida con Venezia, Kaukenas nei primi 5’ con Trento e Della Valle sempre nella sfida con Trento. C’è poi il discorso relativo ai play: De Nicolao che ci ha dato tanto proprio a livello del far circolare palla e Gentile, dal cui rientro non nascondo che ci aspettiamo tanto. In certi contesti può darci quel qualcosa in più».

A cosa si riferisce nello specifico?

«Stefano può darci tanto nella difesa su play fisici come possono essere il Green di Venezia o il Kalnietis di Milano e, offensivamente, il suo tiro da tre può essere determinante. Vorrei poi spendere due parole per gli altri...».,

Prego.

«Gli altri, quelli che vanno a mettere insieme il lavoro dei compagni. Giocatori come Silins, Polonara o Veremeenko che si sono sacrificati molto e il cui lavoro permette che tutto funzioni. Polonara si sta trasformando in un giocatore totale, cosa che non era scontata quando è arrivato a Reggio. E’ una scommessa vinta dallo staff perché non era scontato che facesse questo salto, soprattutto a livello mentale».

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