Sassari, il gioco veloce la sua forza
Le statistiche avanzate dicono che i cambi nel roster non hanno stravolto lo stile
REGGIO EMILIA. La Dinamo Sassari non ha vissuto una stagione semplice a causa dei numerosi avvicendamenti in panchina e in campo.
Nonostante ciò, i campioni d’Italia sono in piena corsa playoff e, si sa, la post season sarà un discorso a parte, azzerando parzialmente quanto visto nelle prime trenta gare.
Nel girone d’andata la Grissin Bon ha incontrato il Banco di Sardegna allenato da Marco Calvani, mentre domenica sarà il general manager Federico Pasquini a guidare la formazione biancoblù.
Il cambio del coach non ha determinato un sostanziale mutamento nei ritmi di gioco della squadra che continua a gestire attorno ai 75 possessi a partita (TmPoss), circa quattro in più rispetto alla formazione reggiana.
Un gioco piuttosto veloce, in linea con lo “stile Sassari” ormai noto al pubblico reggiano.
I sardi non sembrano aver trovato ancora la coesione e l’equilibrio tra le fasi del gioco e su questo processo ha sicuramente influito il turbine di tagli che hanno visto le partenze in sequenza di Haynes, Eyenga e Mitchell.
Gli arrivi di Kadji e Akognon, invece, hanno riequilibrato le responsabilità in campo, lasciando la percentuale di possessi passati dalle mani di Logan (USG%) pressochè invariata tra la gestione Calvani e quella Pasquini.
L’esterno di Chicago è sceso dal 25.7% al 24.7%, concedendo spazio al nuovo arrivo Akognon che sta ripagando la fiducia realizzando 16.8 punti di media nelle otto gare disputate e risultando l’MVP dell’ultima giornata di campionato con il trentello rifilato alla Manital Torino. Sassari, perciò, non è “Logan dipendente”.
Altra nota importante è quella riguardante i lunghi della Dinamo.
La formazione di Pasquini dimostra di giocare meglio con un lungo dinamico capace di aprire il campo con il tiro da tre punti piuttosto che con il centro di ruolo impiegato nel gioco d’area.
I numeri lo confermano: Kadji, centro mobile abile ad attaccare il canestro in palleggio e dotato di tiro dalla distanza, è l’unico del pacchetto lunghi biancoblù ad avere un saldo positivo tra l’efficacia del suo gioco offensivo e quello difensivo.
Evidentemente negativa è la posizione di Varnado, che concede 107.68 punti ogni cento possessi giocati (ORTg) realizzandone solo 93.87 (DRTg).
Cosa potrà fare la Grissin Bon per giocare al meglio le proprie carte?
Partendo da quest’ultimo dato, un fattore da sfruttare sarà il gioco sotto canestro. Beneficiando del ritorno di Lavrinovic e, forse, Golubovic, Reggio potrà far valere in modo ancora maggiore la sua capacità di sviluppare un gioco profondo basato sulla tecnica nel cuore dell’area che Sassari fatica a limitare.
Altro punto fondamentale, e l’esperienza insegna, sarà quello di non accettare il ritmo degli ospiti e giocare il proprio numero di possessi senza cedere eccessivamente alle accelerazioni degli ospiti.
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