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Generosa e stangata è la solita Reggiana

di Pietro Mastrolilli
Generosa e stangata è la solita Reggiana

I granata fanno la partita, il Pavia è bravo a chiuderla: 2-0

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PAVIA. Il "derby" fra le deluse del campionato se lo aggiudica il Pavia, in una partita che per la Reggiana ha rappresentato in tutto e per tutto l'emblema del suo campionato.

Un 2-0 che lascia tanti rimpianti alla squadra granata, anche perché per oltre mezz'ora, e cioè fino al gol di Malomo che di fatto ha spezzato l'equilibrio, c'era stata solo lei in campo.

La Reggiana ha iniziato benissimo, ha fatto la partita per 36 minuti, venendo colpita su un errore di posizionamento dei propri difensori. Una difesa "improvvisata" e d’emergenza senza Minel Sabotic (tenuto fermo per problemi muscolari) e con il veterano Parola fra Spanò e Panizzi.Troppo leggera, però, la squadra di Alberto Colombo in avanti. Il tecnico granata ha scelto di tenere Rachid Arma per oltre un'ora in panchina – ed è stata la prima volta in tutta la stagione – affidandosi al tandem Siega-Nolè che ha creato tanto, ma ha sprecato anche tanto, in particolare col primo.

LA CRONACA. Una gara,si diceva, ben iniziata dalla Reggiana. Ad aprire le danze..è Danza, con una conclusione di poco fuori (6'), poi è iniziato lo show dei giocatori offensivi della formazione granata Al quarto d'ora ci ha provato Bruccini, con un tiro dalla distanza che ha trovato pronto Facchin, mentre due giri di lancette più tardi Siega impatta l'assist di Bartolomei ma non inquadra lo specchio. Il più attivo della Reggiana è il numero 11, che a metà frazione spreca una ripartenza micidiale facendo tutto da solo e non servendo Nolè che si era smarcato al centro dell'area di rigore.

Altra chance per Siega al 27', ma il jolly offensivo granata calcia addosso al portiere Facchin.

La prima volta che il Pavia la si affaccia dalle parti di Simone Perilli è un minuto più tardi, in un botta e risposta in piena regola, con Marchi che sfiora di un soffio il gol. L'altro botta e risposta arriva a 10' dalla fine del primo tempo, ed è quello decisivo.

Perché la Reggiana sbaglia, o meglio, sbatte contro Facchin che dice no da campione a Nolè, mentre il Pavia non fallisce. Azione personale di Ferretti che trova sul secondo palo Malomo, il quale in scivolata firma l'1-0. Un gol che taglia le gambe alla Reggiana, che non riesce a reagire o quantomeno ad abbozzare un briciolo di reazione. Anche perché ad inizio ripresa (nel Pavia fuori un evanescente Sforzini) i lombardi raddoppiano e spengono le velleità dei granata. Ferretti punta Spanò entrando in area di rigore e batte Perilli, non impeccabile, con un sinistro a giro. La Reggiana prova a rientrare in partita con Siega, che però conferma di avere le polveri bagnate e sbaglia un gol già fatto. Colombo si gioca le carte Letizia e Arma, cambiando volto ai suoi con un poker d'attaccco di tutto livello, ma che non riesce ad incidere. Infatti è il Pavia a sfiorare a più riprese il gol del tris, ancora con Ferretti in ben due occasioni al 23' e al 29'.

Fa poco, invece, la Reggiana che ha un sussulto soltanto nel finale con Letizia. L'ex attaccante del Matera per due volte prima del 90' ha l'opportunità per accorciare le distanze e dare un senso ai sei minuti di recupero concessi dall'arbitro. In piena area prima trova l'opposizione del superlativo Facchin, poi non riesce ad impattare la sfera.

Soltanto rammarico per la Reggiana, che va ad aggiungersi alla delusione globale per un campionato che poteva essere diverso. Guai a dirlo però al Pavia e soprattutto ai tifosi biancazzurri, che per tutta la durata del match hanno contestato la loro squadra. I play off potevano essere alla portata per entrambe le contendenti , invece li dovranno guardare da spettatori.

Per la Reggiana ora l'obiettivo residuo di una stagione che era inziata con ben altre aspettative dovrà essere almeno l'accesso alla Tim Cup.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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